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Viadana scopre l’artista Alfonso Borghi

VIADANA A volte l’invito confidenziale di un amico consente l’ingresso in un mondo lontano dagli interessi quotidiani, portandoti dentro inattese emozioni. Gianni Boni è conosciuto a Cicognara e a Viadana, dove in passato ha svolto il ruolo di tenace consigliere comunale. La passione per l’arte si è sempre accompagnata alla politica ed è diventata predominante ora che non va più a fare le pulci alle Amministrazioni comunali e nemmeno a incollare manifesti e locandine per il suo partito. Adesso prepara cornici, raccoglie opere d’arte africane e segnala pittori e scultori di qualità.
Non molti mesi fa a sua volta ha ricevuto una proposta che poi generosamente ha girato agli amici per partecipare al vernissage di un artista conosciuto sopratutto in terra emiliana: il quasi ottantenne Alfonso Borghi. E si è aperto, per i neofiti, un mondo nuovo fatto appunto di esperienze e sensazioni inedite, affacciandosi verso un universo sconosciuto. Il mondo di un pittore specializzato nella creazione di quadri di grandi dimensioni realizzati con la tecnica della materia incollata in rilievo sulla tela e poi colorata con pigmenti speciali di enorme effetto cromatico, come fa appunto appunto Alfonso Borghi. Che l’artista, nato e residente a Campegine, distante una quindicina di chilometri da Viadana, sia particolarmente apprezzato basterebbero le mostre realizzate in giro per il mondo da Dubai, ad Abu Dhabi, da a New York, da Parigi a Vienna ,da Los Angeles a Francoforte. Da qualche giorno la medesima mostra è visibile in un Museo molto attivo quale è il Diotti di Casalmaggiore, dove gli appassionati di quest’altra sponda del Po possono gustare con gli occhi e il cuore le meravigliose creazioni dell’autore reggiano. Il titolo della Mostra e le caratteristiche peculiarità di Borghi hanno suscitato emozioni anche in diversi collezionisti di Casalmaggiore tra cui l’avvocato Emilio Azzini conosciuto sopratutto per la sua estesa e straordinaria raccolta di opere di Gabriel Stanislaw Morvay (1934/1988) un pittore polacco scoperto diversi anni fa dal professionista casalese. “Io ho appeso nell’ingresso del mio ufficio un grande quadro di Borghi che stranamente non è entrato nella esposizione del Museo Diotti.
Si intitola Le Primtemps con dedica autografa sul retro della tela. Si tratta di una esplosione di colori che indica l’arrivo della primavera e che io e la mia collaboratrice Paola Cerati (in foto con Azzini) ammiriamo ogni mattina entrando nello studio ricevendone una ogni volta una carica emotiva molto forte.”