Adescati online e ricattati: condanna a 4 anni ciascuno per una “massaggiatrice” e il suo compare

MANTOVA Oltre ai tradizionali massaggi l’annuncio, pubblicato su un sito di incontri, prometteva anche “momenti di fuoco”. Il tutto reso ancora più accattivante dall’immagine di una giovane avvenente. Peccato però, che al momento dell’incontro in un parcheggio nella zona industriale di Guidizzolo, i clienti si trovassero di fronte ben altro: la donna era infatti sulla cinquantina e molto lontana fisicamente dalla foto pubblicizzata online. E quindi, da parte di quasi tutti scattava il dietrofront, sia per la mancata corrispondenza tra immagine virtuale e realtà, sia perché all’incontro si presentava sempre assieme a lei pure un uomo di corporatura robusta.
L’accompagnatore a quel punto, a fronte del rifiuto del cliente a onorare l’accordo preso poco prima al telefono per cifre variabili tra i 50 e i 70 euro, faceva presente con tono minaccioso che il corrispettivo pattuito andava comunque onorato, anche in assenza della prestazione sessuale a causa del “tempo perso” da loro. E in un momento successivo, dopo aver scattato una foto alla targa dell’auto del malcapitato di turno, ecco arrivare la minaccia estorsiva: «Se non ci dai altri soldi lo diciamo a tua moglie e ti denunciamo ai carabinieri». Lo stratagemma era così andato a buon fine una quindicina di volte, a discapito di altrettante vittime mantovane, cremonesi, bresciane e veronesi le quali, avevano dovuto sborsare in più tranche 100, 200 o addirittura anche 500 euro. Fino a quando qualcuno, di fronte a tali richieste divenute troppo esose e pressanti, aveva deciso di presentarsi all’appuntamento anche lui non da solo, ma nella circostanza scortato dai militari dell’Arma. A carico dei due, un uomo e una donna entrambi cinquantenni, erano così scattate le accuse di estorsione e violenza privata. Una vicenda risalente all’estate del 2018 e rievocata giusto una settimana fa, innanzi al giudice Giulia Cammareri, dalle testimonianze delle ultime parti offese in elenco. Tra queste anche quella di un 28enne mantovano minacciato dalla coppia di rivalersi sui suoi genitori se non avesse pagato. Fino all’epilogo di ieri con la condanna dei due a quattro anni e due mesi ciascuno, oltre a 3500 euro di multa, anziché i sei anni a testa avanzati dal pubblico ministero in requisitoria. Di diverso avviso l’avvocato Vincenzo Delillo, difensore di entrambi, che per i propri assistiti aveva invece chiesto sentenza assolutoria stante un paventato mancato ingiusto profitto.