Badalucco: il sindaco non si è esposto sulle foibe

MANTOVA «Caro Mattia Sindaco di Mantova anche le foibe sono una pagina di storia. Come sai ci sono mantovani che hanno vissuto quel triste periodo. Sono arrivati nel lontano 1946 ospitati nella caserma S. Martino. Sono rimasti a Mantova, hanno trovato casa, un lavoro e famiglia. Io sono la figlia di uno di loro. Forse ti sei dimenticato di fare un post quindi scrivo io per te». Con queste parole scritte su Facebook il consigliere di Fratelli d’Italia  Catia Badalucco stigmatizza il silenzio sui social del sindaco  Mattia Palazzi, che ha dedicato ampio risalto istituzionale alla giornata della Memoria, ma nullo a quella del Ricordo.
Di lì a poco scatta il clic del sindaco in posa davanti alla corona deposta per i martiri delle foibe. «Ieri abbiamo ricordato il dramma delle foibe, le migliaia di vittime e deportati dal regime comunista di Tito». Post che accontenta sino a un certo punto gli avversari del primo cittadino, mentre sul versante opposto non manca neppure chi, come il consigliere comunale dem  Rachele Bertelli, contrattacca sul tema e rilancia sullo stesso post della Badalucco: «Sono stufa di fregarmene della malafede che avete utilizzato in questi anni. Vi dovete vergognare».

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