MANTOVA Un punto sulla mappa che torna ad avere un significato strategico: Mantova si riscopre snodo tra Nord Europa e Mediterraneo, territorio in cui acqua, ferrovia e gomma si incontrano e che torna al centro dell’interesse europeo. Ne parla il presidente Lorenzo Capelli, alla vigilia del convegno promosso da Confartigianato Mantova.
Presidente, che cosa deve emergere con forza da questo convegno?
«Oggi Mantova, per la sua posizione e per le infrastrutture che si stanno rendendo disponibili, è un’opportunità non solo per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, ma sta diventando molto interessante anche per il Nord Europa. Germania e territori del Brennero vedono questo corridoio come uno sbocco naturale verso il Mediterraneo in modo più veloce e snello. Il nodo cruciale è Mantova, perché è l’unico punto in cui ferrovia, gomma e acqua si incontrano e possono essere messe a sistema. C’è un forte interesse, non solo delle tre regioni ma anche a livello europeo, e noi non possiamo più permetterci di perderlo. Per questo serve un appello a tutte le forze: lavorare nella stessa direzione».
Se ne parla da anni: cosa è cambiato davvero oggi?
«È cambiata la consapevolezza. Non è più possibile uno sviluppo solo su gomma. Ci sono ragioni ambientali, economiche e di traffico. Un treno può togliere dalla strada circa 15-20 tir, mentre una chiatta arriva anche a 80-90. Significa ridurre in modo concreto il traffico su strade e ponti, con benefici evidenti anche per la sicurezza e le infrastrutture. Inoltre aumentano i vincoli, come quelli che arrivano dall’Austria, dove i passaggi vengono limitati per motivi ambientali. Diventa quindi necessario trovare soluzioni alternative. La ferrovia, anche in vista del tunnel del Brennero che ridurrà i tempi, sarà centrale. È un sistema più sostenibile ed efficiente».
Perché Confartigianato sente il bisogno di entrare su un tema così infrastrutturale?
«Perché il nostro territorio è fatto per il 90% da piccole e medie imprese. Se si crea un sistema logistico efficiente, si genera un indotto che coinvolge direttamente anche le piccole imprese. Questa è un’opportunità concreta. La ZLS, per esempio, è nata anche da un lavoro condiviso, uno studio preliminare, tra Confartigianato e Confindustria Mantova, e oggi parliamo di 100 milioni di euro l’anno di credito d’imposta per tre anni, oltre a procedure più rapide. Sono strumenti che vanno utilizzati».
Qual è oggi il rischio principale?
«Il rischio è perdere ancora una volta un’occasione. Mantova in passato ne ha già lasciate andare. Stavolta non possiamo permettercelo. Oggi abbiamo infrastrutture, posizione geografica e interesse europeo. Se lavoriamo insieme possiamo creare sviluppo non solo economico ma anche turistico, intercettando una parte consistente dei flussi del Lago di Garda. Ma serve una scelta chiara: fare squadra e andare tutti in questa direzione».








































