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L’elefantessa Bambi costretta a esibirsi anche sotto sequestro: la Lav chiede al ministro Giuli di intervenire

MANTOVA. Si è tenuta ieri al Tribunale di Mantova una nuova udienza del processo a carico del proprietario dell’elefantessa Bambi, accusato di detenzione incompatibile, violazione dei sigilli e deterioramento di bene sotto sequestro. Nel corso del dibattimento, l’Asl ha riferito che il decesso dell’animale, avvenuto a gennaio 2026, è riconducibile a cause naturali legate all’età, escludendo lesioni visibili.
Il dibattito in aula e la tesi della difesa
L’udienza si è concentrata sul confronto tra i consulenti veterinari della difesa e della LAV riguardo ai video ispettivi girati l’8 marzo 2023 ad Asola. Mentre l’accusa evidenzia forti stereotipie e apatia dovute a spazi inadeguati e isolamento sociale, il figlio dell’imputato ha testimoniato che l’animale è sempre stato bene. Riguardo alle contestate esibizioni durante il periodo di sequestro giudiziario, il testimone ha minimizzato l’accaduto parlando di un semplice “giro in tondo con la musica a fine spettacolo” effettuato in buona fede per tranquillizzare l’elefantessa.
La denuncia di LAV e l’appello al Governo
La LAV, che nel 2025 aveva già documentato e denunciato alla Procura di Terni l’impiego di Bambi in spettacoli in Umbria nonostante il vincolo giudiziario, ha contestato duramente la linea della difesa. L’associazione ha ribadito l’incompatibilità assoluta tra i contesti circensi e le esigenze etologiche degli elefanti. Alla luce di questo caso, la LAV ha lanciato un appello urgente al Ministro della Cultura Giuli e al Governo Meloni, chiedendo l’emanazione immediata del decreto attuativo della Legge 106/2022 per vietare l’uso degli animali nei circhi.