Morricone, il concerto più caro mai pagato dal Comune

MANTOVA Il sindaco non ci sta alle censure arrivate all’indomani del grande annuncio riguardo al concerto che  Ennio Morricone terrà a Mantova il prossimo 28 giugno nell’esedra di Palazzo Te. Il compositore premio Oscar costerà 200mila euro più Iva, ossia 200mila, cui vanno aggiunte spese accessorie per l’Estate musicale 2019 per le quali sono in corso manifestazioni di interesse.
Immediata la replica di  Mattia Palazzi alle prime bordate arrivategli ieri dal capogruppo di Fd’I  Paola Bulbarelli. La quale ha mosso censure di ordine politico, trattandosi di “fuochi artificiali” esplosi dal sindaco quasi alla fine del mandato. «Aspettavo di leggere qualche polemica senza senso persino riguardo al concerto di Morricone a Palazzo Te – contrattacca il primo cittadino –, ma la polemica della Bulbarelli batte davvero ogni previsione in termini di mancanza di contenuti e qualunquismo. Evidentemente a qualcuno rode che siamo riusciti, nel suo ultimo anno di carriera, a portare il maestro a Mantova. Però affermare che questo grande evento servirebbe a me più che alla città, è davvero incredibile. Così come lo è affermare che i consiglieri non vengono mai informati delle iniziative culturali. La Bulbarelli sa bene che non è materia di consiglio decidere il programma culturale; d’altronde se anche fosse, lei non avrebbe granché modo di contribuire vivendo a Milano, e non partecipando spesso al consiglio comunale. Comunque la risposta migliore come sempre l’hanno data i Mantovani, già in mille il primo giorno hanno acquistato il biglietto».
Il botta-risposta tuttavia prosegue a distanza. «A me personalmente non rode affatto che Ennio Morricone venga a Mantova per un concerto – ribatte a sua volta il capogruppo tricolore –. Il sempre permaloso sindaco Palazzi lo annota come un successo suo e della sua giunta. Ma sarebbe stato un successo se Morricone fosse venuto a Mantova, non dirò gratis, ma per una cifra meno impegnativa per le casse del Comune; fatto questo rilevante – prosegue –, e per il quale ho ritenuto di dover esprimere la mia opinione. E la ribadisco. Non c’è nessun merito, quindi, di questa giunta né di un sindaco la cui suscettibilità ricorda quella di una soubrette. Bastava pagare, e si è pagato un bel po’ di quattrini. Le casse del Comune lo consentono? Lo vedremo, lo vedrò anche stando a Milano, la città in cui risiedo, onde per cui il sindaco e i suoi aficionados me ne fanno ammenda i giorni pari e pure quelli dispari. Vero è che Mantova non è la Roma antica, nella quale gli imperatori organizzavano i circensi battendo moneta. Qui invece, nella migliore tradizione della sinistra, – conclude Paola Bulbarelli – i soldi sono sempre quelli degli altri».

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