MANTOVA Si è conclusa ieri sera al Mamu, in una sala gremita, la campagna elettorale dei sostenitori del No al referendum sulla riforma della magistratura per il quale è in programma la chiamata alle urne per domenica 22 e lunedì e 23 marzo. Al Centro Congressi di Porta Pradella sono intervenuti il presidente del comitato nazionale “Società Civile per il No al referendum costituzionale” Giovanni Bachelet, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, il giudice della Corte di Appello di Brescia e componente del comitato “Giusto dire no” Ilaria Sanesi e il responsabile delle Politiche Istituzionali per la Cgil nazionale Florindo Oliverio. Sono stati introdotti dal segretario provinciale della Cgil Maurizio Orezzi. Dopo le riflessioni dei vari relatori, ha parlato Landini che al suo ingresso è stato accolto dagli applausi del pubblico e da tante strette di mano, e che ha invitato a partecipare al voto e alla mobilitazione pubblica a difesa della Costituzione. “Le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio – ha affermato – dimostrano le difficoltà della maggioranza nel sostenere la riforma. Molti cittadini sono preoccupati soprattutto per il funzionamento del sistema giudiziario. La maggioranza dei cittadini italiani ha a cuore una giustizia che funzioni e questa riforma non c’entra assolutamente nulla con il funzionamento della giustizia”. Il leader della Cgil ha proseguito sostenendo che la riforma Meloni-Nordio non affronta i problemi che stanno impedendo di migliorare la giustizia. “Penso alle assunzioni che non vengono fatte, penso al giusto processo, penso agli investimenti che devono essere fatti anche in tecnologia. Di tutto questo non si parla nel modo più assoluto. Il nodo centrale della riforma – ha concluso Landini – riguarda piuttosto il rapporto tra politica e magistratura. Il cruccio è di limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”.







































