Torna l’alta pressione, in arrivo clima mite

MANTOVA Torna l’alta pressione. Ci regalerà una settimana di sole pieno e clima molto mite, con temperature che tra mercoledì e giovedì raggiungeranno i 20 gradi in molte località di pianura, anche nel mantiovano. Porte aperte alla primavera, insomma, anche se entro una settimana la stagione innescherà una pericolosa marcia indietro.
Prima di lasciarci definitivamente (l’equinozio sarà venerdì 20) l’inverno vuole giocare un’ultima carta. E lo farà al fotofinish. Si servirà proprio dell’alta pressione delle Azzorre che da venerdì andrà a posizionarsi tra l’Atlantico e la Scandinavia ed innescando un’avvezione di aria continentale molto intensa, diretta proprio verso il Mediterraneo. In gennaio una situazione simile avrebbe provocato un’ondata di gelo rilevante. Nella terza decade di marzo i risultati saranno decisamente più contenuti ma a partire da domenica prossima inizierà un calo termico compreso fra 10 e 12 gradi rispetto alle temperature che verranno registrate nei prossimi giorni, con la previsione di gelate notturne intense nei giorni successivi (minime notturne fino a -5° in pianura, fino a -1° in città). E non sono da escludere sorprese nevose a quote molto basse.
L’inverno calerà insomma quell’asso che ha tenuto fra mani per tutto il suo corso. Concordano ormai con questa prospettiva tutti i modelli previsionali.
Prima di allora avremo però un lungo periodo di tempo stabile e soleggiato. Già oggi il sole sarà praticamente indisturbato: farà un po’ freddo in mattinata ma il sole del giorno porterà le massime di poco oltre i 15°. Da domani a venerdì il cielo sarà sempre sereno o al massimo velato. Il soleggiamento garantirà temperature massime comprese tra i 18 gradi di domani e i 20° di mercoledì e venerdì.
I primi segnali di cambiamento arriveranno sabato con il probabile arrivo di correnti di bora accompagnate, da domenica, da un forte calo della temperatura, ancora più marcato da lunedì e nei giorni successivi, quando torneranno gelate notturne anche forti.
Va ricordato che il gelo tardivo è in realtà sempre dietro l’angolo almeno fino alla metà di aprile per non dire oltre. Quattro sono a questo proposito gli episodi meteo più eclatanti del dopoguerra. Rilevante quello capitato tra il 18 e il 20 aprile di due anni, quando la regione padana fu bersaglio di una pesante ondata di gelo tardivo con minime notturne fino a 3 gradi sotto zero e gravi danni alle colture. Qualcosa di simile arrivò nell’aprile del 1997, quando nel mantovano vennero registrate minime negative fino a -3° per tre notti consecutive nella terza decade del mese. Il 18 aprile del 1991 cadde addirittura la neve nella Bassa, (appena un velo bianco in città), seguito però da una forte gelata. Fino a 20 i centimetri di neve caduti però su Modena e Bologna. E nel 1957 il freddo notturno si portò addirittura a maggio; un grado sottozero in pianura il giorno 6.
Anche marzo è però imprevedibile. Il 10 marzo 2010 sul mantovano e sul nord Italia cadde neve in abbondanza: 6/7 centimetri in città, ma furono più di 20 quelli caduti nell’Oltrepò.
Alessandro Azzoni

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