Calcio Promozione – Un pazzo Sporting ribalta l’Urago nel finale: è secondo

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Buoli dello Sporting Club

Goito Con un quarto d’ora da leoni lo Sporting Club passa dall’inferno al paradiso senza la necessità di bussare alla porta del purgatorio. Gara stranissima quella di ieri al “Chiaventi”, dove per 65’ i padroni di casa hanno patito oltremisura le sortite offensive dell’ultima della classe, salvo rimediare poi con qualche accorgimento tattico dalla panchina. Il 5-3 finale proietta sì i goitesi al secondo posto della classifica, alle spalle della capolista Desenzano, ma quel che è certo è che per mantenere questo piazzamento occorrerà sistemare il pacchetto arretrato, che ieri troppo ha sofferto il dinamismo del super tridente ospite, guidato da un Naoni in forma smagliante: non è un caso che solo dopo l’uscita dell’attaccante, avvenuta ad inizio della ripresa a causa di un acciacco, i padroni di casa abbiano preso campo agli avversari, riversandosi in massa nella loro metà campo. Giornata da ricordare per il baby Ongaro che, entrato al 69’, ha impiegato meno di un quarto d’ora per assaporare la gioia della prima rete in categoria; a 17 anni non sono in molti a poterselo permettere.
Pronti-via e si capisce che non sarà una scampagnata per i rossoblù, con i bresciani che ringhiano a centrocampo recuperando una valanga di palloni. Dopo un paio di pericoli portati da Naoni (al 7’ e al 13’, qui gol annullato per fuorigioco), gli ospiti passano meritatamente al 24’ con un piccolo “giallo”: un rinvio di Bovi colpisce in pieno un giocatore ospite, la palla arriva a Naoni che da dentro l’area piccola elude l’intervento di Ciulla e spiazza Ferrari per lo 0-1; la posizione di partenza del “diez” appare però viziata da un evidente fuorigioco ma il direttore di gara, dopo un breve conciliabolo con l’assistente numero uno, convalida la marcatura. Lo Sporting non ci sta e alla mezzora la gara ritorna in equilibrio; una splendida azione corale porta Ekuban ad imbeccare perfettamente Buoli che dopo aver ricevuto il pallone, aggira il portiere e deposita nel sacco. Al 38’ nuovo vantaggio bresciano; gran cross dalla destra per il solito Naoni che si libera dalla marcatura di tre avversari e manda sotto il sette con un tanto potente quanto preciso colpo di testa. Per rimettere in carreggiata il pullman rossoblù occorre una manovra spericolata, regalata, al 54’, da un intervento folle di Mingardi che in area “para” una conclusione velleitaria di un player mantovano; inevitabile il fischio del penalty, trasformato bene da Mattia Bovi. Da calcio piazzato altra doccia fredda, stavolta per lo Sporting: dopo un corner, Boulakhlaf di testa coglie la traversa, la palla torna in campo e viene spedita in rete da un tentativo acrobatico di Migliorati che buca l’angolino. I locali necessitano di un colpo di fortuna e al 68’ R.Ferrari, destinato al cambio, con una splendida spizzata trasforma in oro il traversone calibrato di Provenzano; dopo la rete del 3-3 lascerà il campo a Ongaro. Il minuto clou è però il 68’ quando un’uscita disastrosa di Formenti su calcio da fermo favorisce la rete di Beretta, il più abile a colpire di testa in mischia. Alla ricerca del pari, gli ospiti lasciano campo al team goitese, che in contropiede suggella la sfida all’83’. Ekuban, lanciato a tu per tu, non riesce a superare Formenti, la sfera giunge però al liberissimo Ongaro che a porta sguarnita timbra il pokerissimo e la prima gioia in categoria.

Non può che sorridere mister Alessandro Novellini al triplice fischio dell’arbitro Vezzoli. Missione compiuta, ma che fatica! «Di buono c’è che abbiamo vinto ma, se vogliamo lottare per qualcosa di importante, dobbiamo migliorare, e in fretta, molte cose. Nel primo tempo l’Urago ci ha sorpreso, andava il doppio rispetto a noi e abbiamo avuto molta difficoltà a tenere il campo. Era però impossibile che tenessero quel ritmo per tutti e 90 i minuti e difatti nella ripresa sono calati vistosamente e noi siamo stati bravi ad approfittarne. Indipendentemente dalla tenuta fisica degli avversari, i miei devono essere però più concentrati ed ordinati: non possiamo regalare tre gol agli avversari perché poi, non sempre, si riescono a farne cinque e a vincere una gara come questa. Nella seconda frazione mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra, smaniosa di andarsela a riprendere con 50 minuti di grande sostanza. Bene i subentrati, che hanno dato l’apporto e la spinta giusti». Due parole, infine, sul baby Ongaro, che ha firmato la quinta rete. «Il potenziale di questo ragazzo non lo scopriamo certo oggi: se manterrà l’umiltà giusta e non si monterà la testa potrà fare ottime cose. Tutto dipenderà da lui, ha il futuro tra le sue mani. Un consiglio? Lavorare, lavorare e lavorare, non vi sono altre ricette».