MANTOVA Un’altra mezza rivoluzione si appresta a cambiare il volto del Mantova. Del resto, il presidente Filippo Piccoli l’aveva fatto intuire nella cena di fine stagione andata in scena due giorni fa a Corte Peron: «Il 30 giugno – aveva detto – si chiude la fase uno del mio triennio di presidenza. E comincia la fase due». Non aggiungendo altro.
In attesa di conoscere i dettagli di questa nuova era ormai alle porte, ecco la prima novità: il nuovo direttore sportivo sarà Fabio Brutti. Un nome che ai più dirà poco, e che in effetti non vanta esperienze in Serie B. Ma si tratta di una figura che definire direttore sportivo è limitato. Brutti, classe 1979, ha competenze manageriali che saranno centrali nel nuovo modello societario immaginato da Piccoli. Da anni ricopre il ruolo di responsabile vendite per l’Italia della EnerSys, azienda vicentina che opera nel settore dell’accumulo di energie e delle batterie. Sarà lo stesso presidente nei prossimi giorni a spiegare meglio il ruolo del nuovo dirigente biancorosso, legato a Piccoli da anni di conoscenza e stima reciproca. Sul fronte sportivo, Brutti (ex portiere) è l’artefice del miracolo Caldiero Terme: da direttore sportivo l’ha infatti portato dalla Promozione alla Serie C. In questa stagione ha ricoperto il ruolo di collaboratore tecnico dell’Hellas Verona.
Con l’arrivo di Brutti, termina quindi l’esperienza di Leandro Rinaudo in viale Te. Il dirigente palermitano aveva un altro anno di contratto, ma Piccoli ha preferito cambiare rotta per motivi che lui stesso spiegherà. Essi paiono comunque legati a una diversa organizzazione strutturale della società, non certo a una bocciatura dell’operato di Rinaudo che ha compiuto un ottimo lavoro nel mercato di gennaio, mettendo a disposizione di Francesco Modesto un organico a sua immagine e somiglianza. Rinaudo rimane quindi sotto contratto (come, del resto, l’ex dt Christian Botturi il cui vincolo con l’Acm scade nel 2027), a meno di un accordo tra le parti per una risoluzione anticipata.
E Modesto? C’è chi sostiene stia riflettendo, immaginandolo legato a doppio filo a Rinaudo. In realtà l’allenatore calabrese, a meno di clamorose sorprese, sarà sulla panchina biancorossa anche la prossima stagione. Il suo contratto si è automaticamente rinnovato al raggiungimento della salvezza. Modesto gode della piena fiducia di Piccoli, che si sta muovendo in prima persona per sistemare gli ultimi dettagli e annunciarne ufficialmente la conferma.
Non è escluso che nell’organigramma del Mantova entrino altre figure: voci di corridoio riferiscono di un contatto con il ds dell’Arzignano Mattia Serafini, ma in questo caso sarebbero da definire i rispettivi ruoli d’azione con Brutti. Quel che è certo è che il Mantova che si presenterà al via della stagione 2026-27 sarà una società radicalmente cambiata nelle dinamiche e nell’organizzazione interne. Potenziata nella struttura, in un’ottica di consolidamento e crescita. Come annunciato dallo stesso Piccoli.
































