MANTOVA «Per me non è cambiato tantissimo rispetto a prima. Solo una cosa: i risultati». Davide Possanzini ha ragione da vendere. All’origine della rinascita del Mantova, capace in due partite di raccogliere più punti che nelle precedenti 10 gare, non ci sono rivoluzioni tattiche nè tecniche. Eppure stavolta i risultati arrivano. L’1-0 alla Sampdoria è stato replicato contro il Padova, per un totale di 6 punti che hanno salvato la panchina dell’allenatore e risollevato il morale dell’ambiente.
Forse era solo questione di tempo o di fiducia, come del resto lo stesso Possanzini ha sempre sostenuto quando le cose non andavano bene. Purtroppo nel calcio – a maggior ragione in piazze calde come Mantova – la pazienza non abbonda. E così le prime sconfitte hanno inquinato l’ambiente e indotto il presidente Filippo Piccoli a mettere mano alla direzione tecnica, sostituendo Christian Botturi (che di questo Mantova in ripresa rimane l’artefice) con Leandro Rinaudo. Quest’ultimo ha scelto un approccio intelligente e razionale, entrando quasi in punta di piedi in un ambiente per lui nuovo, senza cedere alla tentazione di cambiare tutto e subito. Lui stesso, in sede di presentazione, aveva spiegato di volere evitare «isterismi». Continuità, fiducia e serenità sono state le parole chiave del “nuovo corso”, in attesa di capire quale piega avrebbero preso gli eventi e quali mosse adottare in gennaio, alla riapertura del mercato. I fatti gli stanno dando ragione. L’anno scorso due vittorie consecutive il Mantova le aveva conquistate soltanto una volta (in casa col Sudtirol e a Brescia). Per non parlare della porta di Marco Festa rimasta inviolata anch’essa per due gare di fila, un inedito assoluto da quando l’Acm è tornata in B. L’altro elemento degno di nota è il fatto che Possanzini abbia per la prima volta confermato la stessa formazione di partenza dell’ultima partita: in tempi difficili, può regalare certezze.
Sono dati oggettivi da cui ripartire, per continuare nel percorso di crescita. Che rimane lungo e tortuoso. Il Mantova continua a concretizzare troppo poco in base alla mole di gioco prodotta. Anche col Padova ha rischiato di vanificare la netta supremazia territoriale, nonostante la scarsa propensione dei veneti ad attaccare: per fortuna è arrivata in soccorso la traversa. «Siamo ancora in terapia intensiva», è un’altra frase significativa pronunciata da Possanzini nel post-gara. Ne sono consapevoli tutti in viale Te, ed è con questa sana convinzione che il tecnico biancorosso e i suoi giocatori lavoreranno nelle due settimane che ci separano alla prossima partita. La sfida è arrivare al match del 23 contro lo Spezia senza disperdere l’entusiasmo derivato dalle ultime due vittorie. Il resto, si spera, verrà a tempo debito.

































