MANTOVA L’avevano chiamata per invitarla a uscire con loro per bere qualcosa, e lei aveva accettato, ma una volta salita in macchina, invece che in un locale della zona, quei due suoi “amici” avevano fatto una deviazione in uno stradello di campagna dove avevano poi fermato l’auto costringendola a un rapporto sessuale con entrambi. Una vicenda, questa, avvenuta nel settembre 2023 in un paese della provincia, e per la quale ieri sono stati rinviati a giudizio un 25enne e un 29enne per le accuse di violenza sessuale di gruppo e nei confronti di una minorenne, dato che la presunta vittima all’epoca dei fatti aveva 17 anni. Ieri la giovane si è costituita parte civile al processo che sarà celebrato con rito abbreviato il prossimo settembre davanti al gup, quando saranno sentiti i due imputati, che hanno sempre respinto l’accusa di violenza senza negare il rapporto sessuale, dichiarando che la ragazza era consenziente. Una storia molto diversa da quella raccontata dall’allora 17enne, italiana di seconda generazione. Questa, il giorno dopo il fatto si era confidata con un’insegnante della scuola che frequentava, alla quale aveva raccontato di essere stata costretta a un rapporto completo da due ragazzi che conosceva e di cui si fidava al punto da accettare un invito a uscire con loro. L’insegnante aveva subito contattato la madre della giovane, che aveva prima accompagnato la figlia dai carabinieri per sporgere querela nei confronti dei due giovani con cui era uscita la sera precedente, e quindi l’aveva portata in ospedale dove era stata sottoposta a una visita ginecologica. Ieri il gup Maria Silvia Siniscalchi ha accolto, oltre all’istanza di costituzione di parte civile della giovane, anche la richiesta di giudizio con rito abbreviato avanzata dalle difesew dei due imputati, che saranno sentiti in camera di consiglio il prossimo settembre, mentre la discussione e la sentenza di questo processo è prevista per il novembre successivo.









































