MANTOVA – Brillante avvio per la rassegna Diciottoetrenta di MantovaMusica, venerdì alla Chiesa della Madonna della Vittoria, con l’Ensemble Kinari apprezzato protagonista del primo appuntamento di Ribalta Giovani, il ciclo di concerti preserali dedicato ai talenti emergenti della scena cameristica italiana. Con una prova di ottimo livello tecnico e solida competenza stilistica, il quartetto composto da Giacomo Del Papa (violino), Alessandro Acqui (viola), Gianluca Pirisi (violoncello) e Flavia Salemme (pianoforte) ha offerto un avvincente accostamento tra due capolavori del repertorio romantico per quartetto con pianoforte: l’op. 47 di Robert Schumann (1810-1856) e il Quartetto n. 2 in op. 87 di Antonin Dvoràk (1841-1904). Concerto imperniato, dunque, su un programma particolarmente intenso e impegnativo, caratterizzato dal raffronto tra due bellissime visioni dell’attitudine introspettiva dei compositori di epoca romantica. Si tratta di pagine che hanno in comune l’approccio emozionale e il complessivo rispetto dell’impianto formale, oltre che la medesima tonalità di mi bemolle maggiore, ma affermano la differente, personale prospettiva creativa dei due autori. In Schumann la straordinaria combinazione di ispirata trasformazione delle idee tematiche e armoniche con il richiamo all’elaborazione contrappuntistica viene drasticamente scandita dalla frammentata successione di contrasti dinamici e timbrici. Un affascinante percorso musicale che passa da momenti di estatico lirismo e sospensioni cariche di tensione all’enfasi sonora capace di evocare una più ampia dimensione orchestrale. Encomiabile l’interpretazione offertane dall’Ensemble Kinari con un approccio opportunamente determinato e costante attenzione a porre in risalto luci e ombre della composizione. L’omogenea interazione tra archi e pianoforte ha caratterizzato anche la successiva esecuzione del Quartetto di Dvoràk, improntata ad una attenta individuazione delle trame costituite dall’esuberanza di linee melodiche di accento popolare slavo con l’intreccio rigenerativo con la classicità romantica. Un bel successo per l’Ensemble Kinari, protagonista di una pregevole manifestazione di solidità tecnica, coerenza stilistica e giovanile energia comunicativa, accolta dalla meritata approvazione del pubblico, suggellata dal dolcissimo tratto liederistico dell’Andante dal Quartetto n. 3 op. 60 di J. Brahms (1833-1897) proposto fuori programma.








































