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Allarme Cna nel benessere: abusivismo record e truffe telefoniche mettono in ginocchio i saloni onesti

MANTOVA – Il mondo dei servizi alla persona – che comprende acconciatori, barbieri e centri estetici – sta attraversando un momento di forte vulnerabilità a causa di minacce sia esterne che interne al mercato. A tracciare il quadro della situazione e a lanciare un duplice, accorato allarme è la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) attraverso le parole di Franco Bruno, responsabile degli sportelli anti-truffa e anti-abusivismo dell’associazione. I professionisti della bellezza si trovano oggi a dover fare i conti non solo con la concorrenza sleale del lavoro nero, ma anche con veri e propri tentativi di estorsione economica tramite finti abbonamenti.

L’inganno dei call center: attenzione alle false riviste di settore
La prima minaccia corre sul filo del telefono. Nelle ultime settimane, lo sportello anti-truffa della CNA ha raccolto numerose segnalazioni verbali da parte di acconciatrici e acconciatori presi di mira da finti operatori commerciali.
Il meccanismo del raggiro è subdolo: i truffatori contattano i saloni spacciandosi per rappresentanti di famose e autorevoli riviste di moda o testate specializzate di settore. Sfruttando l’effetto fiducia legato a questi marchi noti, propongono offerte speciali e abbonamenti a prezzi promozionali. Chi cade nella trappola, tuttavia, non riceve la rivista ufficiale ma semplici dispense cartacee di nessun valore, vedendosi recapitare fatture o richieste di contrassegno con cifre che oscillano costantemente tra gli 80 e i 100 euro.
La piaga dell’abusivismo: tasso di irregolarità al 28%
Accanto alle truffe esterne, il settore deve difendersi dal drammatico fenomeno dell’abusivismo. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Nazionale di CNA, nel comparto del benessere il tasso di irregolarità ha raggiunto la soglia record del 28%, esattamente il doppio rispetto alla media nazionale registrata negli altri mestieri. In pratica, quasi un’attività su quattro opera totalmente al di fuori delle regole.
Questo mercato sommerso è fortemente alimentato dal lavoro a domicilio e da una promozione tanto aggressiva quanto incontrollata sui social media. “L’abusivismo danneggia gravemente i centri estetici e i saloni regolari”, spiega con fermezza Franco Bruno. Le imprese oneste devono infatti farsi carico di costi fissi elevatissimi per garantire la legalità: tasse, contributi, affitti di locali commerciali, corsi di aggiornamento obbligatori e il costante adeguamento alle rigide normative igienico-sanitarie e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Costi che gli abusivi azzerano, potendo così offrire tariffe stracciate a discapito della tenuta economica del territorio.
Un pericolo reale per la salute pubblica
Oltre al danno economico, l’abusivismo rappresenta una minaccia diretta per i clienti. Operare senza qualifiche e all’interno di abitazioni private espone i cittadini a tre gravissimi fattori di rischio:
  • Rischi biologici: Scarsa o assente sterilizzazione degli attrezzi, con pericolo di trasmissione di funghi, infezioni cutanee ed epatiti.
  • Rischi fisici: Uso scorretto di macchinari estetici professionali senza la dovuta formazione, che può causare ustioni o lesioni permanenti alla pelle.
  • Rischi chimici: Utilizzo di prodotti cosmetici a basso costo, non tracciati o contenenti sostanze tossiche vietate dalle normative europee.
Tolleranza zero e sanzioni severe
Per arginare questa deriva, le autorità hanno inasprito i controlli e le sanzioni. La normativa attuale prevede infatti tolleranza zero: gli operatori che svolgono l’attività senza essere iscritti all’Albo delle imprese artigiane rischiano una multa minima a partire da 25.000 euro.
Il vademecum della CNA per proteggersi
Per difendere la propria attività e la salute dei consumatori, la CNA raccomanda di seguire poche e chiare regole d’oro:
  1. Verificare sempre le offerte: Non accettare contratti o abbonamenti al telefono. Prima di pagare, verificare le promozioni sui siti web ufficiali delle riviste o contattare i loro numeri verdi aziendali.
  2. Diffidare dei prezzi troppo bassi: Dietro a tariffe eccessivamente stracciate o a servizi offerti in casa si nascondono quasi sempre illegalità e pericoli sanitari.
  3. Segnalare le anomalie: Rivolgersi tempestivamente agli sportelli CNA del territorio o alle forze dell’ordine per denunciare sia i tentativi di truffa telefonica sia i casi di abusivismo accertati.