MANTOVA Finire in manette per estorsione per 50 euro: è quanto chiedevano due malviventi per restituire uno smartphone rubato, minacciando la vittima di non farle più rivedere il telefono in caso di rifiuto. La trappola del cosiddetto “cavallo di ritorno” è però scattata contro gli stessi estorsori: un uomo di 32 anni e una donna di 30 anni sono stati arrestati in flagrante dagli agenti della Squadra Mobile della questura di Mantova. L’indagine è partita subito dopo la denuncia della vittima, alla quale era stato sottratto il telefono cellulare. Nei giorni successivi al furto, la vittima era stata agganciata su WhatsApp da un numero sconosciuto. I messaggi erano espliciti: per riavere lo smartphone era necessario pagare un riscatto in contanti di 50 euro. Gli indagati avevano messo ben in chiaro che quella sarebbe stata l’unica e ultima occasione di trattativa. I poliziotti della Squadra Mobile sono riusciti a individuare l’utenza telefonica usata per il ricatto e hanno organizzato un servizio di appostamento mirato nei pressi del supermercato Carrefour di piazza Cavallotti, luogo concordato per l’incontro. Lunedì scorso l’intera area è stata tenuta sotto stretta osservazione anche grazie alle telecamere del sistema di videosorveglianza comunale. Non appena gli agenti hanno assistito allo scambio materiale sono usciti allo scoperto bloccando la coppia. Durante le perquisizioni personali, la Polizia ha recuperato e sequestrato i 50 euro appena intascati (immediatamente restituiti alla vittima), il telefono usato per inviare i messaggi di minaccia e persino una power bank impiegata durante le fasi dello scambio. I due sono stati arrestati per estorsione in concorso e ricettazione e portati in carcere. Martedì scorso c’è stata la convalida dell’arresto: il giudice ha disposto solo per il 32enne la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.





























