MANTOVA Botta e risposta sul tema della sicurezza dopo il consiglio comunale di lunedì sera. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Nuvolari interviene per replicare alle dichiarazioni del consigliere Iacopo Rebecchi, respingendo le accuse rivolte alla minoranza e rivendicando le proprie posizioni emerse durante il dibattito in aula.
«Premesso che la sicurezza urbana è drasticamente peggiorata con lo stesso Rebecchi assessore alla partita, che quindi è l’ultimo che può dare lezioni in materia, anche stavolta è andato in scena il solito copione di una sinistra che si professa a favore della sicurezza, ma si smentisce nei fatti da sola, tanto a livello nazionale quanto a livello comunale», afferma il capogruppo Nuvolari.
Il consigliere spiega quindi le ragioni dell’astensione di Fratelli d’Italia sulla mozione presentata dal capogruppo del Partito Democratico, Palazzi, che chiedeva al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di compensare i pensionamenti nell’organico della Questura di Mantova.
«Attraverso i parlamentari del territorio abbiamo appreso che la promessa formulata dal ministro nell’agosto del 2025 verrà mantenuta entro i prossimi due mesi con l’arrivo di dieci agenti operativi e tre addetti all’Ufficio immigrazione, che si andranno così ad aggiungere ai tre commissari già arrivati in città.
Per questo quella richiesta era ormai superata dai fatti». Diversa, invece, la finalità della mozione presentata da Fratelli d’Italia, che proponeva un piano comunale strutturato di prevenzione e controllo del territorio, l’introduzione di strumenti tecnologici come taser e bodycam e agevolazioni sugli affitti per il personale delle forze dell’ordine e della Polizia di Stato.
Secondo Nuvolari, la maggioranza avrebbe presentato dodici emendamenti «strumentali», tali da modificarne profondamente contenuti e obiettivi, inducendo il gruppo al ritiro del testo. Nello specifico: «Il taser è stato bocciato perché ritenuto pericoloso per la salute dei delinquenti, mentre lo stesso assessore alla Polizia locale Provenzano ne riteneva consono l’utilizzo in caso di aggressioni con armi da fuoco o coltelli. Per le bodycam ne è stato previsto l’uso solo nel caso di preventiva autorizzazione del Garante della privacy, ormai superata dai protocolli interni già esistenti. Anche le agevolazioni per gli affitti alle forze di polizia sono state fortemente ridimensionate».
Da qui la conclusione: «I soliti giochini di palazzo hanno fatto perdere alla città un’altra occasione per ripristinare una sicurezza urbana ormai violata quotidianamente, sacrificata a causa di ideologie di partito e della totale chiusura verso le proposte della minoranza».



























