MANTOVA /VIADANA «Dopo due docce l’acqua calda finisce: devo aumentare la potenza». È una frase tipica. E spesso la prima idea è proprio quella: più potenza, più gas, più acqua calda. In realtà, quando l’ACS (acqua calda sanitaria) finisce in fretta, la causa più frequente non è “il gas che non arriva”. È una combinazione di fattori: accumulo, impostazioni, miscelazione, contemporaneità e gestione. E quasi sempre si può migliorare senza “sparare” tutto più alto.
Il mito: “Serve più potenza” La potenza è importante, ma non è l’unica leva. Se l’impianto è impostato male, se l’accumulo è piccolo, se la miscelazione è sbagliata o se si fanno prelievi contemporanei, l’acqua calda può finire anche con potenze alte. E aumentare la potenza può solo aumentare i consumi senza risolvere davvero. La realtà: accumulo, miscelatore e abitudini fanno la differenza
1)Accumulo: quanto “serbatoio” hai davvero? In molti impianti l’ACS è legata a un accumulo (boiler o bollitore). Se l’accumulo è piccolo rispetto alle esigenze, basta poco per svuotarlo. La famiglia cresce, le docce aumentano, magari arriva una vasca o una seconda doccia… e l’im pianto resta quello di prima. Il risultato è acqua calda che finisce prima.
2)Setpoint: la temperatura impostata può essere sbagliata (in entrambi i sensi). Se la temperatura impostata è troppo bassa, finisci subito. Se è troppo alta, rischi sprechi e problemi di comfort. La temperatura va regolata con criterio, anche perché entra in gioco la miscelazione: più è alta, più si miscela con acqua fredda e “dura” di più, ma non sempre è la soluzione corretta se non c’è un impianto adatto.
3) Miscelatore termostatico: il pezzo piccolo che cambia tutto. Un miscelatore tarato male o un rubinetto problematico può far consumare più acqua calda di quanto credi. Sembra un dettaglio, ma può trasformare una doccia “normale” in un prelievo enorme. E non lo vedi perché la temperatura percepita sembra la stessa.
4) Contemporaneità: doccia, cucina e lavatrice insieme. Molti problemi nascono dalla contemporaneità: due docce in sequenza ravvicinata, più cucina, più magari lavastoviglie o lavatrice con acqua calda. La caldaia o il sistema ACS non è infinito: se i prelievi si sovrappongono, l’acqua calda sembra “sparire”.
5) Ricircolo e dispersioni: quando scaldi acqua che non usi. In alcune case ci sono ricircoli o linee lunghe che disperdono calore. Se devi far scorrere acqua per tanto tempo prima che arrivi calda, stai “bruciando” ACS in tubazione. Non è colpa del gas: è un tema di impianto e distribuzione.
6) Il segnale chiaro: finisce sempre nello stesso modo. Se finisce “sempre dopo tot minuti”, spesso è accumulo/gestione. Se invece alterna caldo e freddo, può essere miscelazione o tarature. In ogni caso, prima di cambiare potenza conviene misurare e verificare.
Cosa fare adesso
La strada più rapida è un check ACS: verifica accumulo, setpoint, miscelazione, contemporaneità e distribuzione. Spesso si risolve con regolazioni e piccoli interventi, evitando spese inutili e ottenendo più comfort con meno sprechi.
Per un check ACS e indicazioni pratiche su cosa sistemare, passa da Casa Visioli in piazza a Viadana (tel. 0375 833700) oppure chiamaci al Numero Verde 800 911 113. Per ulteriori info visita il sito www.gruppovisioli.it
ANDREA VISIOLI è amministratore delegato di Gruppo Visioli (luce, gas, fibra e fotovoltaico) e presidente della CER “Visioli Energia Solidale”.
22° puntata (Gas)






























