MANTOVA Tradizione e innovazione. Tra questi due concetti oscilla l’ispirazione che ha dato vita alla nuova maglia casalinga del Mantova, presentata ieri in un gala alla Canottieri minacciato – ma fortunatamente risparmiato – dal maltempo. La divisa, griffata Adidas per il secondo anno consecutivo e indossata ieri da Ettore Gliozzi e Andrea Meroni, rompe col recente passato: è bianca e senza la banda trasversale. Il rosso è presente solo sul colletto, sul bordo delle maniche e nelle iconiche righe dell’Adidas su spalle e petto. Una scelta coraggiosa, che forse farà discutere qualche purista, proprio per l’assenza della banda. Ma va ricordato che questa nuova maglia a tinta unica richiama quelle degli anni gloriosi del Piccolo Brasile e della Serie A; e che è stata adottata anche in stagioni successive e altrettanto fortunate. L’ultima prima maglia senza banda utilizzata stabilmente fu nel 2003-04 (era rossa): finì col Mantova promosso in C1, e l’annata successiva in B. Non solo. Se proprio vogliamo continuare ad accarezzare la cabala, va ricordato che anche l’ultima presentazione delle maglie alla Canottieri fu il prologo di una stagione trionfale, culminata con l’approdo in B (tre anni fa).
Quest’ultimo aneddoto è stato ricordato dal presidente Filippo Piccoli, sollecitato dai presentatori dell’evento Davide Dalai e Gianluca De Rosa. «In effetti – ha detto Piccoli – questo posto ha un sapore particolare per me. Dalla Canottieri è iniziato tutto, anzi possiamo dire che ha accelerato gli obiettivi». Dopo aver ringraziato gli sponsor, il presidente è entrato nel merito della nuova divisa casalinga: «Rispecchia il passato sano del Mantova. Quello che ci deve proiettare al futuro. È una maglia fuori dai canoni, diversa rispetto alle ultime. A me piace molto». E ancora: «Il Mantova viene spesso ricordato per il suo passato glorioso, ma vorrei che venisse ricordato anche per quello che sta facendo anni e, spero, farà nei prossimi anni».
A margine della presentazione della maglia, Piccoli si è intrattenuto con i cronisti per un primo bilancio di questa vivace estate biancorossa. «Si lavora tanto – premette il numero uno di viale Te – . Ma sono davvero molto contento del rapporto che si è creato tra il ds Brutti, mister Modesto e le altre componenti. C’è una condivisione totale che non avevo mai visto negli ultimi anni. E che mi dà grande soddisfazione. Per quanto riguarda la squadra, è completa al 70-80%. Abbiamo cercato di dare al mister un organico il più ampio possibile fin dai primi allenamenti. Siamo cresciuti in centimetri e in peso, che è quello che voleva Modesto. Tra i nuovi, mi piace Vesentini: è un giocatore che volevamo fortemente e sono felice che abbia scelto il Mantova. Vorrei anche rimarcare che abbiamo tanti giovani; e che i prestiti secchi sono solamente due». Fuori dal campo, l’obiettivo è quello di far crescere la società sotto tutti i punti di vista. E sul campo? «Migliorare sempre, di anno in anno – risponde Piccoli – . Vorrei soffrire un po’ di meno rispetto alla scorsa stagione. Sarà comunque dura, perché mi aspetto una B più competitiva». Domanda d’obbligo su Trimboli: «È un tesserato del Mantova – risponde il patron – . Lo stimiamo e ci piacerebbe che rimanesse. Ma non è un mistero che sia tentato dal provare nuove esperienze. Chi lo vuole deve bussare alla nostra porta e finora… non ha bussato nessuno». Piccoli si congeda parlando degli abbonamenti: «In questi primi giorni stiamo andando bene: +10% rispetto all’anno scorso. La strada è lunga, ma mi piacerebbe superare quota 6mila. La sfida è quella».






























