Decreto Salvini, scintille fra De Marchi, Dara e Palazzi

MANTOVA  Il sindaco siciliano  Leoluca Orlando annuncia la “disobbedienza amministrativa” nei confronti del “decreto sicurezza” del governo. E il consigliere comunale  Luca de Marchi (Fd’I), interpretando un pensiero del sindaco  Mattia Palazzi postato su Facebook, parte in quarta con una interrogazione: «In base al decreto del ministro  Salvini i comuni non potranno più rilasciare a chi ha un permesso di soggiorno la carta d’identità e i servizi, chiedo a Palazzi se ha dato disposizione ai dirigenti per sospendere l’applicazione della legge». De marchi mette altresì in evidenza che a Mantova «ci sono mille problemi quotidiani e reali, Dobbiamo dare tutto anche agli immigrati irregolari?».
Palazzi dal canto suo si dice rispettoso delle leggi, e non aderirebbe al cartello Orlando, pur asserendo che il decreto Salvini «è sbagliato, e produrrà illegalità e lesioni a diritti fondamentali; ma io non chiederò ai funzionari del Comune di non applicarlo». Tuttavia, prosegue, «a Mantova non smetteremo mai di assistere chi ha bisogno», e solleva il caso dei minori stranieri non accompagnati, da cui in applicazione del decreto «avremo più insicurezza, perché rendere illegali coloro che oggi hanno la residenza rende sostanzialmente impossibili gli accertamenti». Timore negato dal parlamentare leghista Andrea Dara: «Palazzi è già in campagna elettorale? Il decreto Salvini dà ai sindaci e alle polizie locali poteri, strumenti e soldi per contrastare il degrado urbano. L’integrazione verrà garantita a chi è titolare di una protezione e ai minori stranieri non accompagnati».

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