Dislessia: al Poma il sogno impossibile si traduce in arte

MANTOVA – Continuano le mostre di Hallart, lo spazio espositivo permanente dell’ospedale di Mantova che da ottobre 2022 accoglie eventi a ciclo continuo. Questa volta è il turno di Samuele Gamba, artista dislessico che porta le emozioni legate alla sua malattia nelle opere che realizza. Titolo della mostra ‘Il sogno impossibile’, che sarà visitabile fino al 15 settembre. Al termine dell’esposizione, i pannelli andranno a decorare l’Uonpia di Viale Piave.
Ciascuno ha un sogno impossibile. Quello di Gamba ha a che fare con la possibilità di trasformare la dislessia in un’occasione di contatto con la bellezza. Perché in fondo a ogni dolore, esiste la possibilità di essere sorpresi, magari recuperando opportunità che attraverso altri linguaggi, in altri mondi – come quello della parola – non ci sarebbero concesse. Le immagini parlano al posto delle parole e spesso sanno dire molto di più.
“Nella mia esperienza – racconta l’artista – il rimpianto di tanti dislessici è quello di non poter mettere in gioco le proprie idee e valori. Negli occhi di chi condivide il mio stesso disturbo, rivedo le mie e le loro opportunità mancate. Il sogno impossibile? Recuperare queste opportunità”.
E Samuele cita Eschilo: “Anche mentre dormiamo, il dolore che non riesce a dimenticare cade goccia a goccia sul nostro cuore fino a quando, pur nella nostra disperazione e persino contro la nostra volontà, la saggezza prevale attraverso la sorprendente grazia di Dio”.
Samuele Gamba è nato a Mantova nel 1998 ed è un artista dislessico. Ha deciso di parlare di dislessia attraverso le sue opere e il risultato è sorprendente. Un lungo cammino di colori e parole dove rabbia, tristezza, speranza, intelligenza e determinazione si intrecciano in un gioco delicato e luminoso. La sua mostra ‘Contengo moltitudini’ è stata allestita a Bologna nel 2017, durante il ventennale dell’Associazione Italiana Dislessici. È autore del libro Rendere visibile l’invisibile: la dislessia ve la spiego dipingendo (2018), che raccoglie alcune delle sue opere.