Lagocastello, Baroni rimette in sella Sodano

“Forza Italia esce bene da questa storia. Le elezioni? Nicola è giovane e ha ancora tanto da dare”

MANTOVA Dopo la sentenza con cui il tribunale di Roma ha assolto con formula piena l’ex sindaco di Mantova Nicola Sodano dall’accusa di corruzione per la vicenda Lagocastello arrivano le prime reazioni pubbliche da parte del suo movimento politico. A parlare è la coordinatrice provinciale di Forza Italia Annalisa Baroni che sull’estraneità dai fatti ascritti all’ex primo cittadino ha sempre creduto. «Siamo tutti estremamente felici – ha dichiarato la deputata azzurra – di quanto statuito venerdì scorso dai giudici capitolini, sia ovviamente per Nicola ma anche per tutta la sua famiglia. Per lui sono stati quattro anni terribili, un vero e proprio calvario vissuto dal diretto interessato con estrema dignità e sulla cui completa innocenza non abbiamo mai dubitato un attimo, fin da quel 28 gennaio 2015. Un comportamento impeccabile il suo che gli fa di certo onore e che inorgoglisce tutto il nostro movimento; e proprio alla luce di questo a mio avviso anche il partito ne esce benissimo». Sul tema della prosecuzione di Sodano nell’impegno politico vista anche la decisione di non volersi presentare per il ruolo di sindaco nel 2020 cosa può dire? «Per quanto riguarda la definizione del suo impegno partitico questo è un tema che affronteremo assieme a lui; Nicola è giovane e ha ancora tanto da offrire in campo amministrativo e per il bene della città. Per quanto riguarda la scelta di non ripresentarsi la rispettiamo così come abbiamo fatto nel 2015 quando decise di ritirare la propria ricandidatura. Proprio in quel momento la democrazia a Mantova è stata alterata: l’avviso di garanzia giunto in piena campagna elettorale ha di fatto impedito a Nicola di ripresentarsi alle elezioni amministrative cittadine di quell’anno e la scelta di ritirare la propria candidatura è stata da parte sua sinonimo di grande coraggio. La sua onestà ed integrità morale, devono essere evidenziate proprio alla luce di quell’enorme gesto che non era obbligato a fare e che il partito non avrebbe voluto».

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