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Calcio Serie B – Il ds Brutti si presenta: “Il Mantova è un sogno. E Modesto un predestinato”

MANTOVA Ieri al Sinergy Center si è tenuta la presentazione ufficiale del nuovo direttore sportivo del Mantova Fabio Brutti. Ma prima, a fare gli onori di casa è stato il presidente Filippo Piccoli: «Fabio lo conosco da prima che arrivassi a Mantova. Ho avuto tanti confronti con lui in questi anni. È una persona sul quale voglio puntare tanto per aumentare e migliorare il mio percorso a Mantova. Lo stimo e lo ammiro molto. Il parametro che utilizzo per giudicare una persona/professionista non è la notorietà, ma i valori e le capacità umane che possiede. E questi valori li vedo in lui. Oggi Mantova, escluse le squadre promosse, è una delle pochissime società che sta operando ufficialmente con un direttore e un allenatore. Un vantaggio che fa capire quanto siamo veloci a prendere decisioni e cercare di anticipare i tempi. Concludo dicendo che se oggi Modesto è ancora l’allenatore del Mantova è per merito di Brutti. Se il Mantova può contare su uno dei migliori allenatori della categoria è grazie all’idea comune che abbiamo io e Brutti».
Il microfono passa a Brutti che, prima di rispondere alle domande, ci tiene a fare un paio di ringraziamenti: «Ringrazio voi giornalisti per la presenza e il presidente per la fiducia. È un sogno essere qui. Io e Piccoli abbiamo avuto tanti colloqui e devo ammettere che negli ultimi mesi ho dormito poco per la miriade di lavoro (ride, ndr). È stato lui a spingermi ad accettare il progetto: l’amore che ha per il Mantova mi ha appassionato. Da fuori Mantova è una realtà molto bella che farebbe gola a tanti. La società ha idee chiare ed è sempre presente. Nel calcio moderno sono aspetti per nulla scontati. C’è un entusiasmo pazzesco. Quando ho visto il calore dei tifosi per la prima volta di persona mi sono venuti i brividi».
Direttore, qual è l’obiettivo del Mantova per la prossima stagione?
«Abbiamo le idee chiare: crescere organicamente con tutte le strutture. Dallo staff sanitario all’area scouting. I nomi non posso ancora dirli, ma si tratta di quattro persone, di cui tre hanno lavorato all’Atalanta. Con Modesto ci sentiamo quotidianamente. È un predestinato, diverso dagli altri».
La prima richiesta dell’allenatore?
«Tenere in rosa i giocatori più forti. Il Mantova deve basarsi su progettualità e solidità».
I rinnovi come procedono?
«Settimana prossima parleremo con l’agente di Trimboli».
Sul mercato invece come vi muoverete?
«Per noi ci sono tre fasce di calciatori. Quelli consolidati e che hanno un margine di prospettiva a medio e lungo termine. Poi ci sono i giocatori che creano plusvalenza, come ad esempio i giovani. L’ultima categoria invece è il calciatore scommessa, ritenuta un rischio, al limite. Noi cercheremo di tenerle in considerazione tutte e tre».