Home Cronaca Schivenoglia, il Consiglio di Stato stoppa l’allevamento Biopig: annullata l’autorizzazione ambientale

Schivenoglia, il Consiglio di Stato stoppa l’allevamento Biopig: annullata l’autorizzazione ambientale

MANTOVA – Colpo di scena legale sulla gestione ambientale del territorio mantovano. Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello presentato da un gruppo di cittadini e dal comitato GAETA, annullando di fatto l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) concessa alla Società Agricola Biopig Italia per l’impianto di via Malpasso a Schivenoglia. La decisione ha costretto l’amministrazione provinciale al riconoscimento di un debito fuori bilancio di oltre 5.253 euro per le spese di lite.
La svolta dei giudici
I giudici di secondo grado hanno ribaltato la precedente decisione del TAR di Brescia del 2023, che aveva inizialmente dato torto ai residenti. Il fulcro della decisione risiede nell’illegittimità del parere igienico-sanitario espresso dal Comune di Schivenoglia nell’ottobre del 2021. Poiché quel parere era un tassello fondamentale per l’intera documentazione, il suo annullamento ha provocato un “effetto domino” che ha travolto e cancellato anche l’atto dirigenziale della Provincia (il n. 990/2022) che autorizzava l’allevamento a ciclo aperto di suini da ingrasso.
Una battaglia lunga sei anni
La vicenda era iniziata nel lontano luglio del 2020 con il primo ricorso dei cittadini e del comitato contro l’esclusione del progetto dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Dopo una prima sconfitta e la condanna al pagamento delle spese legali in primo grado, i ricorrenti hanno insistito stringendo i tempi in appello. La sentenza definitiva di maggio ha chiuso il cerchio, compensando le spese di lite tra le parti e imponendo l’atto di riconoscimento del debito per le casse pubbliche.