MANTOVA – Serata di alta tensione quella dello scorso 29 luglio in centro città. Un cittadino di origini colombiane di 39 anni, già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti penali, è stato tratto in arresto dagli agenti della Polizia di Stato. L’uomo è ritenuto responsabile del reato di resistenza a pubblico ufficiale e dovrà rispondere anche di danneggiamento, rifiuto di fornire le proprie generalità e porto abusivo di armi.
Il caos al supermercato
L’allarme è scattato all’interno del supermercato COOP di piazza Martiri di Belfiore. L’uomo, in evidente stato di forte alterazione dovuta all’abuso di alcol, ha iniziato a molestare e arrecare pesante disturbo ai clienti e al personale presente. Sul posto è intervenuta immediatamente una pattuglia della Squadra Volante. Di fronte alla richiesta degli agenti di esibire i documenti, il 39enne si è rifiutato categoricamente di collaborare. La successiva perquisizione personale ha fatto scattare un primo pesante verbale: addosso all’uomo è stato infatti rinvenuto un coltello multiuso con una lama affilata di circa 5 centimetri, detenuto senza alcun giustificato motivo.
La violenza in Questura
Accompagnato presso gli uffici di piazza Sordini per le procedure di identificazione, il trentanovenne ha perso completamente il controllo. All’improvviso ha dato in escandescenza scagliandosi prima contro l’arredamento della Questura, danneggiandolo pesantemente, e poi contro il personale in divisa. Un agente è stato colpito violentemente al petto. Nonostante i ripetuti tentativi dei poliziotti di riportarlo alla calma, l’uomo ha continuato a opporre una violenta resistenza, sferrando calci, pugni e gomitate contro gli operatori.
L’arresto e il carcere
Bloccato a fatica, l’aggressore è stato arrestato in flagranza di reato. Oltre alle denunce penali per la resistenza, il danneggiamento dei beni pubblici, il rifiuto di generalità e il porto dell’arma bianca, all’uomo è stata contestata la violazione amministrativa per stato di ubriachezza. Informato dei fatti, il Pubblico Ministero di turno ha disposto l’immediato trasferimento del 39enne presso la locale Casa Circondariale di via Carlo Poma, dove rimarrà ristretto in attesa della celebrazione del giudizio direttissimo.





























