Home Provincia Oglio Po – L’allarme Coldiretti: “Pomodoro, ancora niente prezzi”

Oglio Po – L’allarme Coldiretti: “Pomodoro, ancora niente prezzi”

Oglio Po Nella campagna agraria di primavera, con le piantine nei vivai già prenotate, c’è ancora un grande assente: il contratto sul prezzo del pomodoro, un’incognita che lascia il comparto nell’incertezza, proprio mentre il boom dei prezzi del gasolio agricolo e dei fertilizzanti (+36% in una settimana) stanno prospettando un aumento dei costi in campo preoccupanti per la tenuta delle aziende. Solo per il carburante la spesa per azienda è stimata in crescita di oltre 600 euro ad ettaro.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Mantova, in una provincia che coltiva intorno ai 4mila e 400 ettari, pari al 44% dell’intera superficie regionale (Cremona è la seconda realtà provinciale con oltre 2mila e 800 ettari). Il nodo dei costi rischia di pesare sulla tenuta delle imprese agricole, più che mai in preda all’incertezza per mercati volatili e depressi nelle voci produttive strategiche: mais, grano, soia. «In questo frangente di difficoltà e senza reali alternative colturali in grado di assicurare remuneratività alle aziende agricole, i produttori sono sempre più invogliati a spingersi verso il pomodoro, innescando il rischio di una sovrapproduzione che trascinerebbe i listini verso il basso», mette in guardia Fabio Perini, presidente di Coldiretti Castellucchio ed esperto nel settore dell’oro rosso. La trattativa interprofessionale, infatti, sarebbe arenata su uno scontro legato appunto ai prezzi di conferimento del pomodoro per la campagna in corso, sulla quale pesa il sentiment di un lieve incremento delle superfici nel Nord Italia, che potrebbe portare a un aumento conseguente delle produzioni e al rischio di esubero produttivo.
Nel Nord Italia i costi di produzione – al netto delle ultime fiammate su carburante e fertilizzanti – si aggirano fra i 10mila e i 12mila euro all’ettaro, stima Antonio Paganini, agricoltore di San Fermo di Piubega, che coltiva circa 380 ettari a pomodoro. Aumentare le produzioni oltre la capacità produttiva degli stabilimenti espone alle incognite del meteo: per lavorare maggiori volumi di prodotto sarebbe necessario dilatare la campagna di raccolta, già oggi procrastinata verso la metà di ottobre.