STRADELLA (San Giorgio Bigarello) – Stava armeggiando intorno a un’auto posteggiata in via Beata Andreasi, a Stradella, ma è stato colto di sorpresa dai fari di un’auto che in quello stesso istante aveva imboccato la strada. Vistosi scoperto, il malfattore ha imboccato via San Carlo per poi dileguarsi nel buio. «Aveva il cappuccio in testa e un piccolo zaino sulle spalle – racconta il conducente -. Purtroppo non ho fatto in tempo vederlo in viso perché si è immediatamente voltato. Ho anche provato a fare un giro per il quartiere, ma era già sparito. Probabilmente era nascosto dietro un’auto o in un vicolo». Meno fortunato era stato qualche sera prima il proprietario di un furgone posteggiato in via della Pace, che suo malgrado aveva trovato la portiera destra anteriore forzata e la sparizione di alcune monete e un paio di occhiali che teneva nel vano portaoggetti. «Da tempo nella nostra zona, e in particolare qui a Stradella, si susseguono episodi predatori nelle abitazioni in maniera sempre più frequente, fenomeni legati a baby gang e una microcriminalità diffusa, tuttavia – riferisce il rappresentante dei municipi Enrico Michelini, a sua volta vittima di furti – è evidente che l’amministrazione comunale di San Giorgio Bigarello non ha intenzione di investire sulla sicurezza del territorio, come confermano le parole del sindaco durante l’ultimo consiglio, al quale ero peraltro presente tra il pubblico. Personalmente ricevo ogni giorno lamentele da parte dei cittadini per la crescente paura che il fenomeno sta alimentando. Speravamo che la raccolta firme riuscisse a smuovere qualcosa, invece è rimasta carta straccia. Mi chiedo allora a cosa servono i rappresentanti dei municipi se le proposte inoltrate rimangono perennemente ignorate?». Michelini torna a chiedere azioni incisive volte ad affrontare il problema: «Di fronte a una situazione sempre più critica, spiace e amareggia che l’amministrazione continui a non assumersi pienamente la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini. La sicurezza non si vota né si rinvia e non dovrebbe mai essere terreno di scontro ideologico, ma un tema di tutti e per tutti, su cui è necessario un lavoro serio, costante e radicato sul territorio, basato sulla collaborazione con le forze dell’ordine, le istituzioni e la comunità locale. Ed è un preciso dovere di chi amministra, non una concessione politica».
Matteo Vincenzi

































