Home Provincia Raddoppio Fs e altre opere: richieste per metà finanziaria

Raddoppio Fs e altre opere: richieste per metà finanziaria

MANTOVA –  Il sindaco Mattia Palazzi ha fatto appello ai nostri parlamentari affinché si adoperino per completare alla svelta ciò che si teme possa tradursi in una terribile incompiuta: la tratta ferroviaria Mantova-Milano finanziata, ma solo parzialmente, dal capoluogo virgiliano sino a Piadena. E poi? E poi il nulla. Entrati nel territorio cremonese c’è il vuoto. Ma l’appello del sindaco non ha fatto tardare la replica della Lega per voce del parlamentare Andrea Dara e del consigliere regionale Alessandra Cappellari. Una replica piccata: le richieste dei mantovani a Roma o a Milano sono tutte fuori scala. Se sommate assieme, esse porterebbero le istituzioni a investire solo per la nostra provincia quasi la metà della intera finanziaria 2026.
«Quando si parla di infrastrutture servirebbe serietà, non annunci a effetto. L’ennesimo Sos di Palazzi sul raddoppio Piadena-Codogno ignora un dato semplice: le opere richieste da lui, dai sindaci del territorio e dalla Provincia valgono oltre 7 miliardi e mezzo. Solo le grandi opere costano 6,6 miliardi – precisano i due lumbard –: raddoppio Mantova-Verona, il Ti-Bre, l’autostrada Cremona-Mantova, quello Piadena-Codogno, la ferrovia Mantova-Peschiera… cui si aggiungono altri 900 milioni per interventi territoriali come il nuovo ponte Ostiglia-Revere, la variante di Goito, la manutenzione di strade e ponti, bretelle varie, la manutenzione del Tribunale, le caserme dei Vigili del fuoco e altre richieste dei sindaci. Da soli, questi numeri rappresentano quasi mezza manovra nazionale, che quest’anno vale 18 miliardi».
Per gli esponenti del carroccio si evidenzia che in Italia ci sono 110 province; se ognuna avanzasse richieste di pari livello, «servirebbero oltre 700 miliardi, cioè quasi 40 manovre finanziarie. Con numeri simili non si è credibili: presentare tutto come “prioritario” non avvicina le soluzioni, le allontana».
Venendo al raddoppio Mantova-Milano, solo il primo lotto è finanziato, e i lavori sono in corso, per concludersi entro il 2026. «Sul secondo lotto serve serietà: non vale 1 miliardo, come sostiene Palazzi, ma ben 1,3 miliardi – precisano ancóra Dara e Cappellari –. Permetteteci un rilievo: leggendo le dichiarazioni del sindaco sembra quasi che il problema sia nato oggi. Ben svegliato. È da mesi che stiamo lavorando alla soluzione lontano dai riflettori. La proposta più realistica è dividere il secondo lotto in due tratte, Piadena-Cremona e Cremona-Codogno, programmando gli investimenti su più anni. La progettazione sarà pronta a fine 2026 e l’iter autorizzativo a fine 2027; perciò già ora è possibile chiedere le prime risorse per il tratto Piadena-Cremona, così da avviarlo nel 2028 e finanziare la seconda parte negli anni successivi. Non servono appelli al “fronte comune”», concludono Dara e Cappellari.