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Calcio – La traduttrice mantovana Silvia Benazzi racconta Franco Baresi: “Gentleman dall’umiltà spiazzante”

MANTOVA Nel giorno del commosso addio a Franco Baresi, la leggenda del Milan e della Nazionale scomparsa il 31 luglio scorso dopo un’estenuante battaglia contro il male che lo aveva subdolamente aggredito, alle centinaia di migliaia di messaggi di cordoglio e di testimonianze di chi lo aveva conosciuto o semplicemente incrociato anche per una semplice stretta di mano o un breve scambio di parole, si aggiunge quello di Silvia Benazzi, interprete e traduttrice professionista di Mantova che nel 2019 “curò” la sua conferenza stampa a Dubai nelle vesti di ambasciatore ufficiale del Milan nel mondo e testimonial della Fondazione Milan.
Silvia, com’è avvenuto l’incontro con Franco Baresi?
«In maniera assolutamente casuale. Mi trovavo in vacanza a Dubai e un pomeriggio sento squillare il telefono di un collega. Mi chiedeva la disponibilità per tradurre dall’italiano all’inglese la conferenza stampa di un celebre calciatore italiano».
Quindi non sapevi che si trattava della storica bandiera del Milan?
«No, e potete immaginare il mio stupore quando finalmente mi svelarono che mi sarei seduta a fianco di Franco Baresi. All’inizio ho persino creduto fosse uno scherzo».
Com’è stato l’impatto con quella che a tanti anni dal ritiro continuava ad essere considerata una leggenda vivente, rispettata ovunque, da compagni, avversari e gente comune?
«Straordinario. Sin dal primo approccio si è mostrato un persona premurosa e protettiva. Un gentleman di un’umiltà quasi spiazzante. Il suo pensiero primario era mettere a proprio agio le persone che erano lì accanto a lui».
Cosa ti ha colpito in particolare di quella conferenza?
«Mentre lo ascoltavo restai colpita dalla sua storia, di come si approcciò al calcio da ragazzino e dei valori che ha conservato anche quando è diventato uno dei calciatori più famosi e rispettati del mondo».
Nel gennaio scorso, quando insieme a Beppe Bergomi ha portato la fiaccola olimpica a San Siro nella cerimonia d’apertura dei Giochi, sofferente ma fiero, Franco Baresi ha fatto piangere in tanti. Ricordare e ispirarsi a persone di questa caratura umana e sportiva, in un contesto dove le bandiere sono ammainate e il dio denaro domina sui sentimenti più veri della passione, rimane l’ultima possibilità che ha il nostro calcio per salvare quel poco che ancora resta da salvare.
Matteo Vincenzi