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Calcio Promozione – Governolese, una mattina per conoscersi. Manzini: “Voglio una squadra che lotta”

GOVERNOLO Una presentazione nell’assolata mattinata del “Vicini”, prima di cominciare a lavorare davvero da domani. Per la Governolese di Patrick Manzini ieri è stata l’occasione per conoscersi e, soprattutto, per tracciare la rotta di un’annata che dovrà essere vissuta in pieno stile pirata. Volti sorridenti, ma anche la consapevolezza di essere approdati in una piazza esigente, abituata a chiedere molto a chi indossa la maglia rossoblù. A fare gli onori di casa sono stati il patron Fabio Bronzatti e il direttore sportivo Paolo Rossi, che hanno ricordato al gruppo il peso e il fascino di una società con 107 anni di storia, sostenuta da un pubblico caldo e appassionato. «La piazza è esigente, ma quando vede una squadra dare tutto sa anche trasmettere una spinta incredibile», il messaggio rivolto ai giocatori. Poi la parola è passata a mister Patrick Manzini, confermato dopo aver condotto in salvo il vascello rossoblù nella scorsa stagione, quando navigava in acque agitate. Il tecnico ha indicato subito la strada: «Giocare a Governolo ti dà tanto, ti fa venire voglia di scendere in campo, in uno stadio che ti fa sentire la pelle d’oca». Da una squadra decisamente giovane, Manzini si aspetta un campionato fatto di corsa, lotta e sofferenza. «Dobbiamo capire la storia dei Pirati. Essere pirati significa non avere paura di nessuno e lottare fino all’ultimo pallone. Rispetto per tutti, paura di nessuno. Dovremo essere sporchi, brutti e cattivi: non faremo il tiki-taka, la società ci chiede anima, passione e vittorie» E la raccomandazione ai giovani: bisogna accettare le critiche, perché sono il sale della crescita». A dare voce al gruppo è stato l’esperto Garutti, tornato a vestire il rossoblù: «L’anno sarà lungo e difficile. Dovremo essere chiari e sinceri tra noi, affrontando subito ogni problema. Serviranno serietà e compattezza: moriremo in campo, restando sempre noi stessi». Chiusura affidata all’uomo mercato Marco Dalmaschio: «È stato bello collaborare con Paolo Rossi e condividere le scelte. Manzini ha dato un’impronta precisa e questo è importante. Abbiamo investito sui calciatori giusti e vogliamo che anche i giovani lascino il segno».