Mille non più mille: Mantova-Perugia vista da Chiara

corazon

MANTOVA ALMENO PROVIAMOCI, titola La Voce. Mmmhhh! Ok. Andiamo allo stadio con un sottile senso di rassegnazione. Io e Bice. Fila non lunga, ma lentissima per entrare in tribuna. Sotto una pioggia sottile. Ci bagniamo, e l’umore non migliora. Anzi! Poi le solite cose: ci controllano, ci provano la febbre, ci analizzano, ci sanificano ed infine lasci lì la tua autocertificazione, dove vorresti aggiungere “No, non sono andata in Grecia, in Burkina Faso, in Spagna, Ruanda, Perù eccetera… Ho fatto cinque giorni a Casalborsetti. Vale?”. Ma lasciamo perdere.
In tribuna… piove (?) e tira vento. Bice è cattiva come il veleno, mi guarda e dice “Lo sapevo io! Non ci volevo venire”. Aiuto. Due lunghe ore di freddo e recriminazioni! Invece… Non passa neanche un minuto che siamo in vantaggio. Goooooolll di Cheddira. “E che gol” scrive Michael. “Oddio, ecco perchè piove” Zeno, ancora incredulo. L’umore migliora. Bice ha meno freddo e comincia a cantare. Con cautela, ma canta. Al 7’ punizione magistrale di Zibert. Ed è ancora gol. “Seeeeeeee, vaaaaaiii, andeeeemaaaa!!! Forza vecchio cuore biancorosso, asema trop fort!” dice Davide, senza alcuna remora. Bice ha quasi caldo. Lo stadio si infiamma. Siamo meno di mille, ma più di novecento leoni. “Fallo! Ammonire! Ma la vaca dì arbitro” alla mia destra. “Già il secondo fallo da dietro, basta!”; “Tira fora la biro” alla mia sinistra. Quando, dopo un rude contrasto, un perugino stramazza a terra ed urla “OAHOOOOHH” come colpito da una pallottola, tutta la tribuna gli grida di rimando un “OAHOOOOHH” che non pare di solidarietà. Bice è tra i più attivi. Al 25’ uno, preoccupato, grida “Arbitro è finita! Fis-cia”. Qualche minuto dopo il Perugia resta in 10. Doppio giallo e Burrai sotto la doccia. “Brao, ma braooo!” gridano lì davanti. La tensione si stempera. La fiducia serpeggia. “A par ca ghema anca an purter”. “Sì. L’era ora: dopo tanto tempo!” discutono due alla fine del tempo. C’è soddisfazione. Ivan dice “Bene, Avanti così”, mentre Dario, disattento, chiede “Ha segnato Guccione?”. Resta qualche insofferenza per gli steward che si aggirano instancabili e severi. “Quanto prendete per questo servizio?” domanda uno. “Dli paroli!” gli risponde un altro.
Secondo tempo. Calcio di pregevole fattura e Zibert segna di nuovo. “Che azione! Spettacolo” si esalta Fabio. E Paolo di rimando “La B non ci può scappare”. “Ades, adritura in B… certo che tre guade al Perugia i è mia poche!” più realista Davide. Dalle stalle alle stelle. Bice si toglie la giacca e canta, da sola, “Quando vedi quelle maglie in campo…”. Entra Ganz. Simone. Figlio di Maurizio. “At sarè cuntent. Dai Ganz!”. Un vecchio tifoso grida a più riprese “SEGNA QUASI SEMPAR LU”.
Intanto al 29’ rigore per il Perugia e il risultato diventa 3 a 1. “Pochi scherzi!” si preoccupa Luca. “I andrà mia a far al paregio”. Macchè! Le ripartenze del Mantova sono micidiali e dopo due minuti altro “Gooooolllll” Ganz! AL SEGNA SEMPAR LU!!!. “Raga, oggi non ce n’è per nessuno” dichiara Luca. Ma non è finita. Al 41’ stragol di Zappa e felicità in campo e sugli spalti. Bice, ormai in maglietta, canta con tutti “EEEHHH, perchè tifo il Mantova, oh, oh, oh, oh, oho”. Finisce in gloria. La squadra corre come una volta verso la curva Te (50 coraggiosi imbevuti d’acqua), tra gli applausi dei tifosi festanti. Si esce. Telefonata di rito a casa. “5 a 1? Ma non ci posso credere!” ci rispondono. Nemmeno noi. Ma noi c’eravamo! Tanti baci perugina a tutti. (Chiara Sanguanini)