MILANO – Regione Lombardia stanzia 6,2 milioni di euro alle imprese agricole specializzate in frutticoltura e alle aziende florovivaistiche, per prevenire i danni causati da calamità naturali, eventi climatici avversi e organismi nocivi, grazie all’intervento SRD06 “Investimenti per il ripristino e la prevenzione del potenziale produttivo agricolo”. Lo annuncia l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.
«Con questa misura strategica – dichiara l’assessore– vogliamo aiutare concretamente le imprese a difendere il proprio potenziale produttivo. Non interveniamo solo dopo un danno, ma investiamo sulla prevenzione, che oggi è la vera chiave per garantire reddito e sicurezza delle produzioni lombarde».
In Lombardia operano circa 8.000 imprese nella filiera del verde, di cui 2.150 florovivaistiche, per un valore superiore ai 200 milioni di euro. A queste si aggiungono comparti di grande rilievo economico come le coltivazioni frutticole, che valgono circa 500 milioni di euro, la vite con 287 milioni e l’olivo con 3,8 milioni. Un patrimonio produttivo che oggi deve fare i conti con un crescente rischio climatico e fitosanitario.
“Il cambiamento climatico -prosegue Beduschi- così come l’aumento dei fenomeni atmosferici estremi, insieme alla rapidità dei trasporti e alla globalizzazione degli scambi, ha favorito la diffusione di nuovi organismi nocivi. In questo scenario, le aziende agricole si trovano esposte a fattori ambientali sui quali non possono esercitare alcun controllo diretto”.
Il bando finanzia azioni per contrastare la diffusione di organismi nocivi individuati dal Servizio Fitosanitario regionale, tra cui scarabeo giapponese (Popillia japonica), tarlo asiatico (Anoplophora chinensis e Anoplophora glabripennis), cimice asiatica (Halyomorpha halys), cerambice del pesco (Aromia bungii), moscerino della frutta (Drosophila suzukii) e mosca dell’olivo (Bactrocera oleae).
Nelle aree indenni dalla presenza di tali organismi nocivi sono ammissibili investimenti come reti antinsetto e relative strutture, materiali pacciamanti durevoli per coltivazioni fuori terra, attrezzature per la stesura dei materiali in pieno campo o in vaso, oltre a macchinari per trattamenti insetticidi, biologici e microbiologici specifici, anche in fase di raccolta o sotto chioma per limitare la deposizione di uova. Anche i vivaisti potranno accedere agli interventi per il controllo della Cimice asiatica. Il contributo è concesso in conto capitale, pari all’80% delle spese ammesse, ed è erogato interamente a saldo. Le domande potranno essere presentate dal 1° aprile al 28 maggio 2026.
«Difendere le produzioni – conclude Beduschi – significa proteggere un patrimonio economico e ambientale che vale centinaia di milioni di euro e che rappresenta un presidio fondamentale per il territorio. Con questo intervento rafforziamo la capacità delle aziende lombarde di prevenire le crisi, anziché subirle».








































