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Operazione “Similargilla”: a Mantova il processo per il traffico illecito di 450mila tonnellate di rifiuti

MANTOVA – Entra nel vivo davanti al Tribunale di Mantova il processo nato dalla maxi-inchiesta “Similargilla” sul traffico illecito di rifiuti tra le province di Brescia, Cremona e Verona. Alla sbarra ci sono sei imputati, accusati a vario titolo dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Brescia di aver gestito un imponente giro d’affari basato sullo smaltimento illegale. La competenza territoriale è radicata a Mantova poiché, secondo l’accusa, il fulcro delle attività fraudolente faceva capo alla ditta Recuperi Industriali di Borgocarbonara.
L’indagine, avviata nel 2016 dai Carabinieri Forestali di Brescia in collaborazione con la Dia, ha svelato un sistema collaudato: tra il 2015 e il 2018, circa 450mila tonnellate di scarti sarebbero state smaltite illecitamente grazie a documentazione falsificata che presentava i rifiuti come materiali già recuperati. L’operazione aveva già portato al sequestro preventivo di beni per circa 6 milioni di euro. Nell’ultima udienza, l’accusa guidata dal Pm della Procura distrettuale ha chiamato a deporre un ufficiale della Forestale. Il dibattimento è stato aggiornato al prossimo 12 giugno.