Home Cronaca Rogo Versalis, l’Arpa esclude i rischi di un altro “caso Seveso”

Rogo Versalis, l’Arpa esclude i rischi di un altro “caso Seveso”

MANTOVA La tensione c’è stata, l’apprensione anche, ma le rilevanze dei tecnici dell’Arpa lombarda parrebbero mettere la sordina alle tante voci allarmistiche che hanno temuto un ettetto Seveso per il rogo della Versalis di venerdì scorso. Le centraline di rilevamento dislocate in città (via Ariosto e via Sant’Agnese) non hanno registrato anomalie, soprattutto su quanto più era temuto: uno sforamento dei dati sulle diossine dovute alla combustione di materie plastiche.
I primi esiti delle analisi condotte sui filtri hanno accertato che, quanto alla produzione di Diossine e furani prodotti dalla combustione dovuta al rogo dei magazzini di stoccaggio di polistirolo, le concentrazioni sono risultate inferiori al limite di quantificazione stabilite dalle normative nazionali e internazionali.
Cautelativamente, assicurano i tecnici dell’Arpa, «è possibile calcolare un valore di tossicità equivalente inferiore a 0.04 pgTEQ/m³ (picogrammi di tossicità equivalente per metro cubo), valore questo a sua volta inferiore di quasi un ordine di grandezza rispetto al valore di 0.3 pgTEQ/m³ indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità come “indicativo di una sorgente locale che necessita di essere individuata e controllata”».
Anche per

Per gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), nel primo periodo di campionamento, si è rilevato presso il sito di via Ariosto una concentrazione di B(a)P (benzo(a)pirene), unico tra gli Ipa con un valore limite per la direttiva europea 2281/ 2024, di 0,39 ng/m³ (nanogrammi per metro cubo).
Questa concentrazione è leggermente superiore a quelle osservabili durante la stagione in corso, ma generalmente osservabile in periodo invernale in assenza di eventi estremi.
È inoltre inferiore al valore limite normativo sulla media annua di 1 ng/m3. «I valori di B(a)p – precisa l’Arpa – sono poi risultati inferiori al limite di quantificazione nei campioni successivi. Nel sito di Sant’Agnese il B(a)P è sempre risultato inferiore al limite di quantificazione in tutti i periodi di campionamento».
Pertanto, concludono gli analisti, «i risultati ottenuti evidenziano complessivamente una lieve alterazione degli Ipa durante l’evento, rientrata poi nella normalità, già a partire dalla seconda giornata».