Sora (Fr) Maria Acuti ha conquistato ieri a Sora il titolo di campionessa italiana juniores su strada, coronando una stagione fin qui straordinaria con il risultato più prestigioso della sua giovane carriera. La talentuosa atleta ostigliese, che martedì ha compiuto 18 anni, ha infatti indossato la maglia tricolore al termine di una gara interpretata con grande intelligenza tattica e notevole maturità, aggiungendo così il secondo titolo stagionale dopo quello regionale della cronometro individuale e centrando il settimo successo personale del 2026. La portacolori della Biesse Carrera è rimasta costantemente nelle posizioni di testa, senza mai sprecare energie e facendosi trovare pronta nel momento decisivo della corsa. Quando, ai piedi dell’ultima asperità di giornata, è partita la fuga destinata a giocarsi il titolo, Maria non ha esitato a inserirsi tra le protagoniste, dimostrando ancora una volta grande lucidità e ottima condizione. Una volta scollinato, con una decina di chilometri ancora da percorrere, l’ostigliese ha aumentato ulteriormente il ritmo, contribuendo a scremare il drappello di testa fino a lasciare in corsa soltanto otto atlete, compresa lei. Nel finale ha saputo gestire ogni situazione con freddezza, aspettando il momento giusto per lanciare la propria volata. Lo sprint conclusivo è stato condotto con autorità e sicurezza. Maria Acuti ha sprigionato tutta la potenza rimasta nelle gambe, imponendosi nettamente sulle avversarie e tagliando il traguardo a braccia alzate. Un trionfo che certifica la sua crescita tecnica e agonistica e che rappresenta il meritato premio per una stagione ricca di risultati. La conquista della maglia tricolore assume anche un significato particolare in prospettiva futura. Il 2026 è infatti l’ultimo anno nella categoria juniores e, dopo aver dimostrato il proprio valore a livello nazionale, Maria si presenterà al debutto tra le under 23 con credenziali importanti e con concrete possibilità di trovare spazio in una formazione professionistica. Il titolo italiano rappresenta così non solo il punto più alto della stagione, ma anche il miglior trampolino di lancio verso il ciclismo dei grandi.
Paolo Biondo





























