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Banda delle Bmw ancora in azione

MANTOVA Pare non conoscere sosta l’ondata predatoria che nell’ultimo periodo ha investito il capoluogo virgiliano, soprattutto con furti e spaccate su auto di grossa cilindrata. Nella fattispecie, oggetto del desiderio ancora una volta, sono risultati alcuni particolari modelli di Bmw, da cui i ladri hanno provveduto ad asportare i dispositivi hi-tech incastonati nei cruscotti. Gli ultimi episodi in ordine di tempo sono occorsi giusto l’altra notte. Tre, per la precisione, i raid messi a segno tra giovedì e ieri e segnalati alle forze dell’ordine; i malviventi, a ben guardare non comuni vandali ma veri e propri professionisti specializzati in furti su commissione, hanno colpito in via Bertani, piazza Ferrante Aporti e via Arrivabene. Sempre identico il modus operandi adottato: dopo aver infranto il vetro di un finestrino, aperto la portiera e messo fuori uso il sistema d’allarme i ladri s’impadroniscono quindi del computer di bordo o in alternativa del volante. Presa di mira, per quanto concerne il colpo di via Bertani, una Bmw X5 di proprietà di un turista svizzero in questi giorni in città e lasciata posteggiata nei pressi del ristorante “Cinquecento”; in tale circostanza i predoni per aprire la vettura, nemmeno particolarmente recente, hanno provveduto a rompere un finestrino laterale. In via Arrivabene invece, la vittima della spaccata è risultato essere un cittadino italiano ma non residente nel Mantovano. In entrambi i casi, una volta fatta l’amara scoperta, i proprietari derubati, hanno immediatamente sporto denuncia al comando della Polizia Locale. Infine circa l’auto vandalizzata in piazza Aporti la banda è riuscita a mettere le mani sia sul computer di bordo che sullo sterzo. Quello dei furti sulle auto di lusso è ormai un fenomeno tristemente consolidato e in costante ascesa, non solo a Mantova ma un pò in tutto il Paese. La strumentazione elettronica infatti, alimenta sempre più il mercato nero dei pezzi di ricambio oltre a fornire in alcuni casi, sofisticati microprocessori utilizzati poi dai gruppi criminali per la clonazione delle carte di credito.