Home Cronaca Dugoni: il disabile entra gratis, la “stampella” paga

Dugoni: il disabile entra gratis, la “stampella” paga

MANTOVA Forza Italia non molla la presa e prosegue nel suo lavoro ai fianchi dell’assessore allo sport Stefano Simonazzi proprio sul metaforico ring della piscina comunale “Dugoni”, gestita dal colosso spagnolo Forus, la quale disattende a un deliberato del Comune per agevolare non solo il pubblico disabile, ma anche quello dei suoi accompagnatori. Traduciamo: il disabile ha accesso gratis agli impianti, ma gli accompagnatori no: quelli devono pagare il biglietto intero.
Il pomo della discordia sollevato inizialmente dal capogruppo azzurro Pier Luigi Baschieri riguardava la mancata apertura delle vasche o la scarsa sicurezza interna. Oggi lo stesso aggiunge la questione più delicata afferente i soggetti disabili.

 

«Queste persone – argomenta il consigliere – giustamente godono di diritti riconosciuti a livello europeo e sono possessori di una Carta europea della disabilità (“Disability card”) che dà loro diritti particolari nell’ambito delle attività e dei servizî erogati dal Comune. E non solo a loro: anche a un loro eventuale accompagnatore, oltre a una serie di agevolazioni volte a favorire il libero accesso all’offerta culturale, ricreativa e socializzante della città; il tutto al fine di garantire la piena inclusione sociale e un più semplice e rapido accesso ai servizî. Peccato che non sia proprio così: tutto perfetto sulla carta e nelle delibere della giunta comunale ma i fatti dicono il contrario.
Baschieri asserisce di avere ricevuto diverse segnalazioni dall’inizio della stagione estiva da parte di diversi soggetti disabili che frequentando l’impianto natatorio pubblico, assegnato in concessione dal comune alla Forus Italia. «Questi utenti si sono trovati più volte di fronte al diniego di accesso gratuito per i loro accompagnatori».
Il problema non è il pagamento di un ticket di ingresso che si aggira sui 7 euro: «Il problema è semmai quello di un diritto negato e la scarsa sensibilità verso una fascia debole che non potrebbe frequentare in piena autonomia una giornata presso qualsiasi piscina. A questo punto è impossibile non interrogare l’assessore allo sport Simonazzi, fresco di delega ma da sempre coinvolto dal centrosinistra nel mondo delle associazioni e delle società sportive mantovane, per chiedere un suo tempestivo intervento e rimuovere un diritto negato», conclude il forzista Baschieri.