Asola I grandi amore non si dimenticano mai. Come quello tra l’Asola e Dylan Boateng. Dopo aver lasciato i biancorossi a malincuore nell’estate del 2025 per intraprendere la sua nuova avventura con lo Sporting Club, il centrocampista non ha esitato un secondo appena arrivata la chiamata del ds Sandrini: «Ad Asola mi sentivo a casa – spiega il classe ’93 -. L’ultima stagione l’ho vissuta allo Sporting Club, dove mi sono trovato molto bene. Ma con la fusione tra Sporting e Castellana sentivo che avrei dovuto cercarmi una nuova squadra. Ho ricevuto diverse proposte, però appena ho visto la chiamata del direttore non nego mi abbia fatto molto piacere. Speravo mi richiamassero. E così è stato. Le nostre strade si erano separate per motivi economici: ho dovuto prendere una decisione e ho fatto la scelta di pensare alla famiglia. Fosse stato 10 anni fa avrei accettato quella condizione».
L’anno di “esilio” lontano da Asola ha fatto crescere Boateng, nonostante i suoi 33 anni. «Mi sento cambiato sia a livello umano, che come calciatore. Ho fatto uno step mentale. Ad Asola ritroverò volti conosciuti e amici. Spero di dare il mio supporto e aiutare al meglio la squadra. Ho già parlato con mister Cobelli, il direttore e altri ragazzi. L’obiettivo è far meglio dello scorso anno: proveremo ad entrare nei play off. Personalmente invece non ho particolari traguardi da raggiungere. Sono più quelli di squadra ad interessarmi. Se l’ Asola ottiene buoni risultati, anche io mi sento meglio».
Durante l’ultima partita di campionato, lo Sporting ha vinto contro l’Asola impedendo ai biancorossi di accedere ai play off. «Scendere in campo contro i miei ex compagni mi ha dato una carica in più. Avevamo solo un risultato per salvarci: vincere. Se da un lato ero contento per la vittoria, dall’altro ero molto dispiaciuto per l’Asola».
Sul fronte mercato, il ds Sandrini è a caccia di un regista per completare la rosa. Il 3 agosto invece scatterà la preparazione.
Samuele Elisse




























