L’organo Antegnati brilla nelle mani di Bernard Foccroulle, con Lambert Colson al cornetto in Sanata Barbara

MANTOVA  Un avvincente viaggio musicale attraverso l’Europa è quello che hanno proposto l’organista Bernard Foccroulle e Lambert Colson, al cornetto, sabato nella Basilica Palatina di Santa Barbara per la rassegna “Organi Antichi nel Mantovano”, organizzata in sinergia tra Società della Musica e Diocesi di Mantova e con il sostegno di Fondazione Cariverona, con lo scopo di valorizzare gli strumenti storici presenti sul territorio della nostra provincia. I due prestigiosi interpreti hanno affrontato un programma di musiche tanto affascinanti quanto esigenti dal punto di vista tecnico, che hanno offerto una pregevole lettura del passaggio tra il Cinquecento rinascimentale e il Seicento: un’epoca di straordinaria evoluzione dell’arte musicale italiana ed europea. Toccata, ricercare, canzona e capricci sono forme che hanno dato il via al progressivo affermarsi della ricerca di nuove formule espressive, di indagine sulle dimensioni sonore degli strumenti in continuo perfezionamento, dell’arricchimento della scrittura: elementi sfociati negli esiti costitutivi dell’età barocca. Ad arricchire ulteriormente l’apprezzata prova offerta dal duo Foccroulle-Colson c’è stato anche il fattore strettamente sonoro rappresentato dal prezioso Organo Antegnati del 1565, autentico gioiello di Santa Barbara, e dal cornetto, uno degli strumenti rinascimentali meno conosciuti in epoca moderna, ma che grazie alla sua versatilità, a suoi timbri dolci, incisivi e cangianti, vicini a quelli della tromba o del sax soprano, si è rivelato un perfetto compagno in questo “viaggio” strumentale. Itinerario aperto da tre composizioni per organo su arie rinascimentali di Antonio Valente (1520-1601?), passaggio, poi, a pagine di Girolamo Frescobaldi (1583-1643) con la fresca cantabilità e i tratti virtuosistici della Canzon detta la Bernardina e due toccate e un capriccio in cui il gioco di indagine e di variazioni ha messo in risalto la luminosa gamma di timbri dell’Antegnati. Caratteristiche che Bernard Foccroulle ha saputo valorizzare con notevole proprietà tecnica, egregiamente affiancato dalla fluida scorrevolezza del cornetto di Lambert Colson. Il meritato apprezzamento del pubblico ha sottolineato il pregio dei duetti su musiche di Cipriano De Rore (1515-1565), Dario Castello (1602-1631), John Hingeston (1612-1683), il Corale BWV 727 di J. S. Bach 81685-1750) e le pagine organistiche, tra cui un particolare interesse ha sollecitato l’accostamento del Capriccio di Giovanni de Macque (ca. 1550-1614) all’omonima composizione contemporanea di Bernard Foccroulle e la magistrale Fuga sopra il Magnificat, BWV 722 di Bach. Conclusione in bellezza con l’intenso duetto Veni Salvator Hominum di Philipp Friedrich Böddecker (1607-1683) a suggellare il successo del concerto. gmp