“Il settore lattiero caseario lombardo produce la metà del latte italiano, con un’ossatura portante collegata alle Dop del territorio. In questa fase di evoluzione per il settore sia a livello internazionale che sul fronte interno è necessario individuare strategie per ridare slancio al comparto della cooperazione, rafforzare le Indicazioni Geografiche che garantiscono una migliore remunerazione, incrementare la marginalità e la competitività delle imprese agricole, attraverso nuovi progetti che gli operatori dovranno condividere”. Così l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, che, questa mattina nella sede territoriale di Mantova di Regione Lombardia, ha incontrato il mondo della cooperazione lattiero casearia mantovana, i rappresentanti del mondo agricolo e delle due grandi Dop, Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che sono espressione di un territorio unico in Italia e che, per volumi di latte prodotto (511.912 tonnellate consegnate fra gennaio e maggio 2026), si colloca al terzo posto a livello nazionale dopo Brescia e Cremona.
“Le Dop – ha ribadito Beduschi – rappresentano un pilastro sul quale continuare a costruire un futuro prospero, ma sarà necessario restare al passo con i grandi mutamenti che stanno avvenendo a livello globale”.
Un discorso che sarà affrontato i prossimi 15 e 16 ottobre a Mantova, in occasione dell’assemblea annuale di Arepo (Associazione delle Regioni europee per i Prodotti d’origine), di cui l’assessore è presidente. Una due giorni che vedrà la presenza, fra gli altri, del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, e che vedrà un panel dedicato proprio al futuro della cooperazione lattiero casearia mantovana.
“Abbiamo la necessità di difendere e rilanciare il modello produttivo lombardo, senza snaturarlo, ma sostenendo la vocazione all’export, ragionando in chiave di collaborazione e strategie finalizzate alla commercializzazione, alla valorizzazione e alla promozione dei prodotti lattiero caseari, non soltanto a denominazione d’origine – ha spiegato Beduschi -, consapevoli che i progetti dovranno essere definiti dagli stakeholder e dalla cooperazione in maniera particolare e che le istituzioni e il mondo del credito istituzionale dovranno accompagnare la nuova visione di crescita, nel rispetto delle singole autonomie e senza forzature”.
Positivo il riscontro degli operatori del sistema, consapevoli della necessità di un cambio di passo di fronte a uno scenario interno e internazionale che lascia sempre meno margini di improvvisazione e che impone logiche innovative in chiave di ricerca, formazione, aggregazione e commercializzazione.
Il Tavolo della cooperazione lattiero casearia mantovana si aggiornerà nelle prossime settimane, così da individuare i principali driver per la crescita del comparto, elemento cardine anche per assicurare il corretto ricambio generazionale al mondo produttivo.





























