Maxi-rogo di rotoballe a Goito, danni per 50mila euro

Il devastante incendio nell’azienda Corte Merlesco a Torre

GOITO Un devastante incendio distrugge 700 rotoballe di fieno con un danno economico di circa 50mila euro. L’incendio si è verificato nell’azienda agricola Corte Merlesco, immersa nelle campagne di Torre di Goito, dove si trova anche l’azienda Oasi del Mincio. Vigili del fuoco impegnati, prima per domare le fiamme e poi per lo smassamento del fieno, dalle 4 del mattino fino al tardo pomeriggio di ieri. Sul posto anche i carabinieri di Goito. Ignote le cause del rogo, anche se i titolari dell’azienda agricola sono certi non abbia origine dolosa.
Ad accorgersi di ciò che stava accadendo, verso le 3.30 del mattino, uno dei titolari delle varie aziende agricole che si trovano nella grande corte di Torre, che ha visto le fiamme e il fumo che rapidamente si stavano propagando sotto uno dei capannoni in cemento armato dove viene stoccato il fieno. Probabile però che l’incendio fosse scoppiato almeno un’ora prima senza che nessuno se ne rendesse conto.
Subito è scattato l’allarme, con l’arrivo dei vigili del fuoco nella corte in aperta campagna. Un lavoro difficile, in ogni caso: nel giro di pochi istanti infatti le fiamme stavano già divorando tutto il fieno stipato sotto il capannone in diversi periodi (una parte del foraggio risaliva llo scorso anno).
Dopo diverse ore di lavoro nel corso della notte, i vigili del fuoco sono riusciti ad avere la meglio sulle fiamme ed è iniziato il lavoro di smassamento del fieno, bagnato con i getti d’acqua dai vigili del fuoco e poi portato dagli operatori in un campo agricolo poco distante dalle abitazioni. Per svolgere tale lavoro, di grandi dimensioni, sono interventi anche i dipendenti di almeno un’altra azienda agricola.
A quanto pare le fiamme sarebbero partite da un cumulo di paglia localizzato ad un estremo del capannone, quasi e da lì si sono allargate al resto delle rotoballe. Alimentate anche da una leggera brezza notturna che spingeva il fumo verso sud e ha impedito alle fiamme di innalzarsi verso la copertura. Dai primi riscontri il capannone, in cemento armato, non avrebbe subito danni gravi.
«Quando siamo arrivati – racconta  Franco Cauzzi – titolare di una delle aziende e proprietario del capannone – era un immenso braciere. Mi rifiuto di pensare che sia stato un evento doloso: le fiamme dovrebbero essere partite in modo autonomo forse per autocombustione». Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Goito per eseguire i rilievi.

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