Moglia E con questa fanno due. In due anni. Il Moglia centra la seconda promozione consecutiva al termine di un campionato strepitoso, conclusosi con la serie di otto vittorie consecutive. La voglia di fare le cose per bene, in questa piazza, si sono respirate giorno dopo giorno e il merito è di tutti; da chi ha rilevato una società storica con entusiasmo e competenza (patron Costa) a chi ha dedicato e continua a dedicare il tempo libero al sodalizio fino ad atleti e staff, i veri artefici del capolavoro. Tre nomi su tutti? Il portiere Bonfante, che dopo l’ottima stagione passata si è riconfermato anche nel 25-26 totalizzando ben 16 cleansheets, il laterale Righi, cresciuto col Moglia nel cuore e fedele ai colori sociali da ben dodici stagioni, ma soprattutto lui, l’ago della bilancia: Manuel Pinotti. Sbarcato a Moglia tra lo scetticismo generale, forse anche vista la non più giovane età, ha saputo trascinare i compagni verso una categoria regionale che mancava da innumerevoli anni a suon di reti (15) e prestazioni. Come non citare infine mister Mutti, coach forse accantonato troppo presto dalle big della provinci e intelligente a “riciclarsi” nelle categorie inferiori per poi riaffacciarsi a palcoscenici di livello. Per quel che concerne il match di ieri, onore alla Medolese che non è scesa al “Pavesi” da semplice sparring partner ma ha disputato la sua onesta partita. Al 36’ l’occasione più nitida del match è proprio degli ospiti quando, al termine di una splendida azione combinata, Regattieri propone una deliziosa sponda di petto al liberissimo Narcelli che, all’altezza del dischetto, spara incredibilmente alto di sinistro. La gara sale di intensità e la stessa sorte, pochi minuti dopo, tocca ad un Errichiello incapace di trovare lo specchio da posizione più che favorevole. L’entusiasmo sulle gradinate trascina i locali che al 53’ la sbloccano sul più classico schema da corner: Santosuosso calcia, sul secondo palo un compagno fa la sponda e Pinotti raccoglie ed insacca a porta vuota. In pieno recupero tocca infine a Lesti trattare con i guanti un pallone e pettinarlo a giro sul secondo palo per il tripudio bianconero.






































