MANTOVA- Pensa che ti ripensa, la formula “cencelliana” non ha prevalso: il sindaco Andrea Murari ha cambiato l’impostazione 5-3-1 per i suoi nove assessori in 4-2-1-1-1, espressivi rispettivamente delle rappresentanze al completo della coalizione, ossia Pd, Lista Gialla, Avs, Mantova Adesso e Azione.
I nomi si dà per certo che vedranno la conferma degli assessori Dem uscenti, ossia Giovanni Buvoli, Nicola Martinelli e Chiara Sortino (in pole position per diventare vicesindaco), ai quali si aggiungerà o l’ex capo di gabinetto Stefano Simonazzi o l’ex presidente del sonsiglio comunale Massimo Allagretti, con quotazioni che pendono al momento dalla parte del primo.
Nella compagine dei gialli si è già detto e scritto della riduzione degli assessorati da 4 a 2 rispetto alla squadra definita da Mattia Palazzi nel 2020. E a questo punto ci si trova di fronte a un duplice “ballottaggio” fra Davide Provenzano e Gabriele Squassabia, per un verso, e fra le due donne Adriana Nepote e Serena Pedrazzoli, entrambe assessori uscenti.
I rimanenti posti vanno in dirittura della conferma di Alessandra Riccadonna (Avs), e infine un posto a testa per i cespugli: spinge molto Fabio Madella (Mantova adesso) per ottenere la visibilità nell’esecutivo che non gli era toccata sotto Palazzi come “consigliere delegato allo sport”. Ultima sedia disponibile per Azione, circa la quale la leader Elena Bonetti pare stia spingendo molto l’ex assessore provinciale Francesca Zaltieri, non senza affrontare anche qui un triello con Maria Elena Levoni e Claudia Pavarini.
La questione degli esclusi eccellenti non sembra essere dominante al momento. Tanto vale per l’ex assessore giallo alla sicurezza e viabilità Iacopo Rebecchi, per il quale si sta predisponendo la presidenza dell’Aster, mentre all’altro ex assessore giallo Andrea Caprini che passerebbe dagli uffici di via Conciliazione alla presidenza dell’Aspef, l’azienda speciale dell’ente dedicata alle persone e alle famiglie.
Il “borsino”, alla data odierna, fra i tre ballottaggi in corso, dànno queste quotazioni: parità o leggero vantaggio per Simonazzi rispetto ad Allegretti nella compagine democratica. Quindi, 60% Provenzano e 40% Squassabia, parlando dei Gialli, e parità invece tra le ex palazziane Nepote e Pedrazzoli.
Riguardo al renziano Madella non parrebbero sussistere dubbî, mentre per Azione al momento parrebbe pesare di più la spinta della Bonetti verso la Zaltieri rispetto alle altre due papabili segnalate.
Ultima questione, ma al di fuori della squadra di giunta, riguarda infine la presidenza del consiglio comunale. Una poltrona che vale per indennità di carica quanto quella di un assessore, e che a tutt’oggi è in predicato fra l’ex sindaco Mattia Palazzi (più volte ha dichiarato di non esservi interessato, e ancóra ieri ce lo ha confermato) e l’uscente Massimo Allegretti, che in tal modo sgombrerebbe il campo a Stefano Simonazzi. Ma anche in tal caso con un’incognita, dato che alla presidenza parrebbe ambire anche un veterano del consiglio Dem, ossia Giorgio Bassi.



























