MANTOVA Continua ad essere definito uno “scontro salvezza”, ma a ben guardare il Mantova-Avellino che andrà in scena sabato al Martelli ha più le sembianze di uno “scontro play off”. Lo dicono i numeri: entrambe le squadre, appaiate a 40 punti, sono più vicine alla “zona spareggi promozione” (-4) che a quella “play out” (+5). E allora i conti sono presto fatti: chi vince, oltre a festeggiare l’ormai raggiunta permanenza in categoria (non ancora matematica… ma quasi), potrà legittimamente cullare sogni di gloria.
La situazione è identica per entrambe le squadre. La differenza è nell’approccio delle due società al match di sabato. Pratico, giudizioso e prudente (ma potremmo definirlo anche umile) quello dell’Acm, che rimane concentrata esclusivamente sulla salvezza; ambizioso quello dell’Avellino. Basta leggere le dichiarazioni di Angelo D’Agostino, presidente degli irpini, riportate dai media locali: «Cosa mi aspetto dalla partita di Mantova? Una vittoria – ha detto senza mezzi termini – . Abbiamo parlato con i ragazzi. Ho detto loro che la salvezza non è un punto di arrivo, ma uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati. Non è l’unico. Dobbiamo giocare queste quattro partite come stiamo iniziando a fare. I ragazzi non si accontentano. Anche perché resteranno qui fino a giugno, quindi il campionato non è finito per loro. Sono ambiziosi e vogliono fare anche di più di quanto stanno facendo». Insomma, stando a queste dichiarazioni, l’avversario che il Mantova si troverà di fronte sarà tutt’altro che appagato e remissivo. Del resto, tra le quattro neopromosse, l’Avellino è quella partita con le credenziali più alte. Lo stesso andamento della stagione giustifica le intenzioni “bellicose” espresse da D’Agostino: l’Avellino ha sempre viaggiato a metà classifica e, a parte le prime due giornate che non fanno testo, non è mai scivolato in zona play out. Qualche difficoltà certo l’ha incontrata, tanto da ricorrere al cambio di allenatore: l’espertissimo Davide Ballardini al posto di Raffaele Biancolino (il tecnico della promozione) dopo 25 partite. Con Ballardini la squadra ha ripreso a marcare punti. Sono arrivate tre vittorie consecutive. Ma è anche vero che nelle ultime tre giornate l’Avellino ha conquistato soltanto un punto, sabato scorso al Partenio col Catanzaro, con gol del portiere all’ultimo assalto. Insomma, un bilancio non esaltante. A maggior ragione se messo a confronto col ruolino di marcia del Mantova, capace di incamerare 13 punti nelle ultime 6 gare (e quanti rimpianti per il 2-2 di Empoli!).
Morale: se l’Avellino si sente autorizzato a puntare ai play off, perchè non dovrebbe farlo anche l’Acm? Badare prima di tutto a salvarsi è sacrosanto, anzi guai a perdere di vista l’obiettivo. Ma, una volta blindata la B, sarebbe un peccato precludersi altri traguardi. Specialmente se alla portata.








































