Mantova Un avvio scintillante per la tredicesima edizione di Trame Sonore, giovedì, all’insegna dell’intreccio virtuoso di eccellenze che è uno degli aspetti caratterizzanti della manifestazione. Succede qui, durante i cinque giorni del Festival di musica da camera, che interpreti di assoluto prestigio internazionale si trovino a generare sinergie inedite, a stimolarsi reciprocamente nel condividere l’esperienza di integrazione delle rispettive doti artistiche. Esemplare, in questo senso, l’incontro tra Alexander Lonquich, il pianista che da sempre è una colonna portante del festival, i violinisti Giovanni Guzzo e Mirijam Contzen, William Coleman alla viola e il violoncellista Enrico Bronzi che hanno offerto una vibrante, avvincente interpretazione del Quintetto per piano e archi n. 2 op. 81 di A. Dvorák (1841-1904). L’entusiastica accoglienza del pubblico in Galleria degli Specchi del Palazzo Ducale è il meritato riconoscimento per la vivida raffigurazione della simbiosi tra elementi romantici e folclorici, ispirata inventiva melodica e prorompente vivacità ritmica che alimentano il fascino di quest’opera, gioiello del repertorio cameristico. Ecco, dunque, la prima gemma della collana costituita dai 150 appuntamenti di questa edizione di Trame Sonore, riprendendo le parole con cui il direttore artistico del festival, Carlo Fabiano, ha dato il via alla manifestazione, subito seguita dall’altrettanto brillante affermazione del successivo concerto al Teatro Bibiena. Per questo primo appuntamento dell’Orchestra da Camera di Mantova, formazione residente di Trame Sonore per l’occasione diretta da Federico Maria Sardelli, l’onore di condividere il palcoscenico con Ian Bostridge, il prestigioso tenore inglese, Special Guest di questa edizione del festival. Incontro che ha prodotto un esito di elevatissimo livello tecnico, estetico e comunicativo con Bostridge impeccabile e sensibilissimo interprete di una sequenza avvincente di arie. Da “Where’er you walk” dell’oratorio Semele di G. F. Händel a “Dalla sua pace” dal Don Giovanni e alla conclusiva “Fuor del mar” dall’Idomeneo di W. A. Mozart, si è trattato di una appassionante sequenza di pura vocalità e intensa, spontanea espressività. Altrettanto ricca di valori e competenza interpretativa la prova dell’Orchestra da Camera di Mantova e del direttore Federico Maria Sardelli nella raffigurazione dell’intensa carica emotiva e della tensione ritmica della Sinfonia n. 49 “La Passione”, Hob:I:49 di F. J. Haydn (1732-1809). Avvio in grande stile per Trame Sonore con un esemplare esibizione del valore e del significato intimo della musica da camera, emblema del dialogo multiculturale, argomento a cui nel pomeriggio in Biblioteca Teresiana è stato dedicato l’interessante incontro guidato da Giovanni Bietti.





































