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Calcio Serie B – Ufficiale l’arrivo dell’attaccante Caprini: per il Mantova è l’estate dei prestiti

Tommaso Pittino
Tommaso Pittino

MANTOVA Come previsto, il Mantova ha annunciato ieri il prestito dell’attaccante Maat Daniel Caprini, classe 2006, dalla Fiorentina. Il ragazzo ha già raggiunto i nuovi compagni a Mezzana svolgendo un allenamento da solo, in attesa già oggi di aggregarsi al gruppo, agli ordini di Davide Possanzini. Con Caprini è diventato palese il cambio di strategia effettuato da Christian Botturi in sede di mercato, rispetto alle due stagioni precedenti: meno acquisti e più prestiti. Un cambio peraltro annunciato dallo stesso dt biancorosso oltre un mese fa.
Nell’estate 2023, alla prima stagione nel Mantova, Botturi ricostruì l’organico con una valanga di acquisti e soltanto tre prestiti: il difensore Cavalli dall’Atalanta, gli attaccanti Bragantini dal Verona e Debenedetti dal Genoa. L’estate successiva, confermato quasi interamente il blocco che aveva ottenuto la promozione in B, il dt acquistò a titolo definitivo Bragantini e si limitò a due prestiti, entrambi dal Genoa: lo stesso Debenedetti (rinnovato) e Aramu. Nella sessione invernale si aggiunse il difensore Giordano dalla Sampdoria. In questa terza stagione biancorossa, il numero dei prestiti è già salito a quattro: i difensori Castellini dal Catania e Pittino dal Genoa, gli attaccanti Fellipe Jack (quest’ultimo ancora da ufficializzare) dal Como e Caprini dalla Fiorentina. A meno di sorprese, non ce ne saranno altri. Ma tanto basta per certificare il cambio di passo in materia.
Nel suo primo anno a Mantova, Botturi in accordo col presidente Piccoli aveva l’obiettivo di ricostruire la squadra dopo la disastrosa retrocessione in D (poi sventata grazie alla riammissione). O meglio: l’obiettivo era quello di creare un progetto a lungo termine, di prospettiva, pur con un budget limitato. Ciò ha portato Botturi a pescare giovani perlopiù sconosciuti (anche dalla D) e a blindarli con contratti pluriennali. Il resto, ovvero la loro crescita e consacrazione, sarebbe stato compito di Possanzini. La scommessa, com’è noto, fu ampiamente vinta. Più o meno lo stesso organico è stato mantenuto in B, con qualche innesto definitivo e pochissimi prestiti. Questa politica ha pagato sul campo, visto che la squadra si è salvata; e sul piano economico, considerando il cospicuo bottino incassato dal Mantova con la recente cessione di Brignani agli spagnoli del Castellon.
I motivi per cui quest’estate si è ricorsi in maniera sistematica al prestito nasce innanzitutto dalla necessità di rinforzare la rosa con giovani nati dal 2004 in su, per l’impiego dei quali le società ricevono i contributi dalla Lega. Il Mantova non ne aveva e, contando su tali contributi, gliene servivano di alto livello, oltre che con un minimo di esperienza. Inevitabile a questo punto bussare alle porte dei grandi club, per ottenere i baby migliori sia pur per una sola stagione. La credibilità (termine caro a Piccoli) conquistata dal Mantova in questi anni ha convinto club altisonanti come Como e Fiorentina ad affidare ai biancorossi la valorizzazione di due gioiellini come Jack e Caprini (entrambi classe 2006): un’operazione che, se produrrà esiti positivi, porterà certamente ulteriori benefici, anche in termini economici, all’Acm. Il discorso vale anche per Pittino (2005).
Con i prestiti, in viale Te provano ad innalzare il livello di competitività dell’organico, senza ricorrere a spese folli e rimanendo coerenti con la “politica dei giovani”. Nel frattempo mantengono il loro solido patrimonio composto da ben 26 giocatori di proprietà. Un equilibrio redditizio sulla carta e, si spera, vincente sul campo.