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Turismo tutto da reinventare con i privati, prende forma l’idea del consorzio

MANTOVA – Un consorzio pubblico-privato per coordinare e gestire il turismo a Mantova era nei programmi elettorali di Mattia Palazzi sin dal 2015, ma solo in queste ore parrebbe prendere forma. Lo spunto è stato dato dal convegno “Effetto social – Marketing festival” avviato ieri nella sede della Cciaa di via Calvi. Il focus era incentrato su “Strategia e nuovi modelli organizzativi di sviluppo turistico territoriale”.
A confronto con la Camera di Commercio, il Comune di Mantova e le città East Lombardy che hanno o stanno adottando modelli organizzativi di sviluppo turistico, ossia Cremona, Brescia e Bergamo, che già hanno tracciato la via di tali consorzi. Al tavolo dei relatori si sono succeduti Giovanni Buvoli, vice sindaco e Assessore al Turismo, Andrea Poli, assessore al turismo del Comune di Brescia, Stefano Soglia, destination manager visit di Cremona, Christophe Sanchez, a. d. di Visit Bergamo, agenzia per lo sviluppo e la promozione turistica della Provincia orobica, e Paolo Tosi, consigliere di Verona & Garda Foundation. Ha moderato Alberto Grandi, docente di storia dell’alimentazione all’Università di Parma e consulente tecnico scientifico per Mantova del progetto East Lombardy.
Il vicesindaco mantovano ha esposto i dati incoraggianti registrati negli ultimi anni che evidenziano trend in crescita di presenze nel capoluogo, che tolta la parentesi delle restrizioni pandemiche hanno portato a 260mila presenze nelle strutture alberghiere. Dati, questi, che raggiungono cifre mai viste prima nei musei civici. «Dai 316mila visitatori del 2016, anno in cui Mantova venne designata “capitale italiana della cultura”, si è passati ai 380mila dello scorso anno, e la previsione per l’anno in corso è di chiudere il saldo a quota 400mila».
Molto è stato fatto, argomenta il vicesindaco, per incrementare le cifre. La città ha incrementato l’offerta museale aprendo i musei “Virgilio” e prossimamente la “collezione Sonnabend”. Si è dato corso alle promozioni della “città d’acqua”, delle “vie religiose”, all’intensificazione delle reti ciclabili destinate al turismo lento, oltre alle numerose iniziative enogastronomiche.
«Ma il nostro Comune non può vendere pacchetti turistici. Per questo – prosegue Buvoli – pensiamo di importare il modello collaudato dalle altre città, Cremona, Bergamo e Brescia, dando vita a un consorzio pubblico-privato che coinvolga anche la Provincia, la Cciaa e le associazioni di settore. Importanti azioni di promozione le stiamo facendo partecipando alle fiere di settore a Rimini e a Milano; altrettanto importanti sinergie sono in corso con Verona, Vicenza e col Garda, nella cui Comunità siamo rientrati dopo anni. Ora è allo studio questo progetto da mettere a sistema, e che porterà anche allo sfruttamento della “intelligenza artificiale” che con un’apposita applicazione creerà programmi turistici su misura dei visitatori in base ai loro desiderata».