Mantova Il Saviatesta è pronto per l’esordio casalingo al PalaSguaitzer. Dopo la sconfitta rimediata a Roma contro l’Ecocity Genzano, i biancorossi cercheranno il riscatto venerdì sera con il CDM Fustal Genova. La squadra di mister Pino Milella si affida anche alle prodezze del portiere Mirco Casassa per tenere la porta imbattuta e portare a casa i primi tre punti. «Con il Genzano ce la siamo giocata alla pari – afferma l’estremo difensore – la gara è rimasta aperta fino alla fine. La Serie A è un campionato difficile e l’Ecocity è tra le quattro candidate alla vittoria del titolo. ma abbiamo capito che ce la possiamo giocare con tutti. Adesso dobbiamo resettare e pensare al Genova. Giocare in casa ci darà un’ulteriore spinta. Affronteremo una formazione rognosa, come successo venerdì a Roma. Anche loro lottano per la salvezza e verranno a Mantova per fare punti. Sappiamo che a decidere la partita saranno i dettagli».
I virgiliani avranno un ottobre di fuoco. Dopo la gara contro Genova, ci saranno un’altra trasferta a Roma e poi a Cosenza, nel mezzo la sfida con la Sandro Abate il 10. Il mese si chiuderà con la gara casalinga contro la Feldi Eboli. «Vedo tanto equilibrio – riprende il filo Casassa – non c’è nessuna squadra favorita sulle altre. Noi abbiamo tenuto l’ossatura della passata stagione, con innesti di spessore. E questa, secondo me, è la vera forza del Saviatesta. Un neo? Abbiamo iniziato la preparazione più tardi rispetto agli altri. Ma possiamo crescere e migliorare ancora. Dovremo essere bravi a sbagliare il meno possibile». «Parliamo molto con il mister – continua il portierone biancorosso – ogni settimana gli avversari cambiano, ma lui ci aiuta a capire al meglio come affrontarli. Puntiamo alla salvezza, ma se dovesse arrivare qualcosa in più, ben venga. Sulla carta ci sono diverse formazioni blasonate, però quest’anno c’è molto equilibrio e non bisogna sottovalutare nessuno. Sul piano personale, so che posso migliorare in tutto. Cerco di dare sempre il massimo per evitare di subire gol. Questo è il mio secondo anno a Mantova e mi trovo bene. Non mi piace cambiare spesso aria, preferisco rimanere dove conosco le persone e l’ambiente».









































