MANTOVA Non basta essere bravi, belli e simpatici per fare passare un messaggio elettorale. Bisogna infatti investire anche un bel mucchietto di soldi, quantomeno se si aspiri ad arrivare a giocarsi la carica di sindaco. Buttiamo una cifra: per avere almeno ambizione di arrivare al turno di ballottaggio non è prevedibile spendere meno di 50mila euro. Perché questo numero? Perché lo rapportiamo a quanto impegnato dalla sola lista Gialla Palazzi 2020, e dall’intera coalizione di centrodestra all’ultima tornata amministrativa.
I giochi per le comunali del capoluogo che si terranno prevedibilmente fra aprile e maggio 2026 sono già iniziati, e non solo con i messaggi propagandistici, ma anche come spese. La prima in ordine è quella sostenuta dal centrosinistra per ufficializzare la candidatura di Andrea Murari. Dall’albo pretorio comunale si evince che il Pd ha speso, per l’uso della Sala dei Trionfi superiore di Palazzo San Sebastiano lo scorso 13 dicembre 439,20 euro compresa l’Iva al 22%. Soldi che però non verranno conteggiati nella rendicontazione finale, che per legge richiede solo le spese dell’ultimo bimestre di campagna elettorale.
Sono in ogni caso numeri indicativi per capire che la politica ha un suo costo. Il dato “esploso” delle votazioni del 2020 che hanno eletto Mattia Palazzi sindaco per la seconda volta esibiscono una fatturazione di 148.586,40 euro; qui dentro c’è tutto, ossia i noleggi delle sale, le cene di sostegno, manifesti e propaganda sui media, concerti e feste varie. Nel centrosinistra i maggiori sponsor erano stati gli “autoconvocati” della lista Gialla, con 54mila euro documentati; a seguire civica Mantua che ha contribuito per 35mila euro (ma zero assessori), e Italia Viva, che ha speso oltre 28mila euro per mandare in consiglio il suo rappresentante Fabio Madella. Il Pd è stato quello che fra questi se l’è cavata con 27.804 euro, e solo Sinistra italiana ha fatto presenza a costo pressoché nullo, garantendosi un assessorato per Alessandra Riccadonna alla modica cifra di 2.955 euro.
Il centrodestra che sostenne Stefano Rossi investì nel complesso 53.909,69 euro, dei quali la gran parte fu sborsata da Mantova ideale, la civica del candidato sindaco, pari a quasi 27mila euro. Forza Italia spese 16.040 euro, e poco più che qualche aperitivo invece offrirono i Fratelli d’Italia con soli 1.244 euro.
Conti risicati infine per l’alleanza 5 Stelle-Saf di Gloria Costani, dove i pentastellati si limitarono probabilmente ai soli manifesti e volantini (è di 1.428 il loro budget), mentre la candidata ha investito in proprio 6mila euro tondi.
Vien da sé che non tutti questi soldi sono stati esborsati dai candidati: una buona fetta di torta l’hanno pagata quegli sponsor che tutti ora cercano.







































