Mantova Entra nel vivo l’indagine sull’ omicidio di Vito Mezzalira, l’ex postino di 66 anni originario di Ceresara sparito nell’estate 2019 da Sagrado (Gorizia), dove si era stabilito, e i cui resti sono stati trovati nelle scorse settimane. Martedì prossimo 16 dicembre sarà conferito l’incarico per l’autopsia, mentre sono già stati eseguiti i prelievi del Dna e delle impronte digitali delle tre persone indagate per l’omicidio del 66enne: Mariuccia Orlando, l’allora convivente di Mezzalira, Andrea Piscanec e Moreno Redivo, rispettivamente il fratellastro della donna e il figlio della donna. Sono tutti accusati in concorso di omicidio volontario, sottrazione di cadavere e truffa aggravata e continuata. Secondo la procura di Gorizia i tre avrebbero ucciso Mezzalira e ne avrebbero occultato il cadavere per continuare a percepirne la pensione. Il piano sarebbe stato premeditato dalla Orlando e da Piscanec, con il successivo coinvolgimento di Redivo. Vito Mezzalira era scomparso all’improvviso nell’estate del 2019. Una delle due sorelle dell’ex postino, Domenica Mezzalira, che abita ad Asola, aveva presentato denuncia di scomparsa nel dicembre 2023. Il 7 novembre scorso, all’esito di una lunga serie di accertamenti investigativi, i suoi resti sono stati trovati in fondo a un pozzo, coperti di cemento, nel cortile della sua abitazione a Sagrado. Per trovarli sono stati impiegati cani molecolari, immagini dei georadar e dei satelliti. Queste ultime in particolare avevano evidenziato la comparsa di una piattaforma di cemento nel giardino poco dopo la scomparsa del 66enne. L’autopsia sui resti del postino, disposta dal gip di Gorizia Caterina Caputo sarà svolta in sede di incidente probatorio con la partecipazione dei periti di parte e sarà utilizzabile durante il processo.









































