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Guerra in Iran, caos nei cieli: una maestra mantovana bloccata a Dubai con le figlie

MANTOVA – Fuoco incrociato nella guerra in Iran. Usa e Israele continuano a colpire. Dopo la morte dell’ayatollah Khamenei, la reazione di Teheran contro lo Stato ebraico e le basi americane nella regione miete le prime vittime. Ma la rappresaglia iraniana si è allargata anche ai vicini Paesi arabi. Centinaia di petroliere e voli fermi nel Golfo Persico. Un bilancio simile non si vedeva dai tempi del Covid. Mai tante così cancellazioni di voli da quando la pandemia bloccò il mondo intero. La Farnesina ha creato una “task force” per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza d’italiani. A Dubai si registra la situazione più problematica con turisti fermi a causa del fuoco iraniano. Le testimonianze concordano tutte: la situazione è difficile, soprattutto dal punto di vista emotivo, ma meno grave di quanto inizialmente trapelato, e turisti e studenti che hanno aderito al progetto dell’associazione World Student Connection chiedono solo di poter tornare a casa in sicurezza. Lo racconta, per esempio, la maestra di Roncoferraro che insegna alla scuola materna “Maria Ausiliatrice” di Villimpenta, Giovanna Ferretti, in vacanza con le due figlie Matilde e Camilla, di 16 e 13 anni nell’Emirato, mentre il marito era dovuto rimanere a casa per motivi di lavoro: «Stiamo bene, ma ammetto che sabato pomeriggio, quando eravamo in spiaggia e verso le 17 abbiamo sentito i primi scoppi abbiamo avuto paura. Inizialmente pensavamo a un’esercitazione militare, poi ci siamo uniti al fuggi fuggi generale e una volta in albergo abbiamo compreso la situazione cominciando a preoccuparci». L’insegnante mantovana, che sarebbe dovuta rientrare domenica, tiene a precisare che non vi è stato alcun morto e che in questo momento la situazione a Dubai è sottocontrollo: «L’Emirato non è sotto attacco. Il problema nasce, come ci hanno riferito, dal fatto che essendo sulla traiettoria dei veri obiettivi, missili e droni vengono intercettati e fatti esplodere dal sistema di difesa, e così si vedono i detriti cadere dal cielo». I boati più forti sabato notte, quando un drone è scoppiato nei pressi dell’aeroporto e la scheggia di un razzo ha colpito l’hotel The Palm, sull’isola artificiale. «Abbiamo sentito entrambi i botti. Eravamo tutti impauriti nel nostro hotel, soprattutto i bambini – racconta la mantovana -. Già ieri la situazione si è paradossalmente tranquillizzata, tanto che tutti hanno regolarmente ripreso il lavoro. Insomma la vita sembrerebbe tornata alla normalità. Per il momento le autorità ci hanno sconsigliato di lasciare l’hotel a scopo preventivo». La donna ha tenuto a rassicurare anche le famiglie degli altri italiani che come lei e le figlie si trovano “bloccati” a Dubai: «Con l’App Dubai del Consolato italiano siamo costantemente informati dalla Farnesina: questo ci fa sentire protetti e sicuri. Certo non avremmo mai immaginato di trovarci in una situazione del genere. Personalmente mi preme ringraziare anche l’agenzia “Divertiamoci” di Bancole di Paola Zamboni, che ci sta seguendo eccellentemente».
Matteo Vincenzi